SOSTA – Perché è necessario sopportare i difetti altrui?

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


da L’imitazione di Cristo, Capitolo 16

I difetti che l’uomo non riesce a correggere in sé e negli altri, li deve sopportare con pazienza, finché Dio non disponga altrimenti.

Pensa che, forse, è meglio così, perché tu dia prova di pazienza, senza la quale i nostri meriti hanno ben poco pregio.

Tuttavia, davanti a siffatti ostacoli, devi anche pregare Dio che si degni d’aiutarti a poterli sopportare con serenità.

Se un tuo simile, ammonito da te una o due volte, non ti ascolta, non voler litigare con lui, ma metti tutto nelle mani di Dio, perché sia fatta la sua volontà ed Egli sia onorato in tutti i suoi servi: Egli sa opportunamente volgere il bene in male.

Procura d’essere paziente nel tollerare i difetti degli altri e le loro fragilità, quali esse siano; anche tu ne hai tante, che gli altri sono costretti a sopportare.

Se non riesci a plasmarti come vorresti, come potrai pretendere che altri si conformino al tuo desiderio?

(…)

Se tutti fossero perfetti, che cosa ci resterebbe da soffrire da parte degli altri per amore di Dio?

Ora, invece, Dio ha disposto così, perché impariamo a portare l’uno i pesi dell’altro (Galati 6,2), non essendoci nessuno senza difetto, nessuno senza il fardello, nessuno abbastanza saggio per guidarsi da solo: occorre, quindi, che a vicenda ci sopportiamo e ci consoliamo, e del pari ci aiutiamo, ci istruiamo e ci ammoniamo.


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