Solitamente si dice -e giustamente- che l’uomo non debba ritenersi padrone del proprio tempo. Questo (il tempo) gli è stato dato solo in gestione.
Eppure c’è una possibilità che ci deve spingere ad essere in un certo qual modo “padroni” del nostro tempo. Ovvero non sprecarlo, bensì saperlo inserire, attimo dopo attimo, nella dimensione dell’eternità…scolpendolo nell’eternità.
Così scrive il Servo di Dio don Dolindo Ruotolo (1882-1970) nel suo Gesù alla famiglia:
Guarda la tua vita nella dimensione verticale, che ne congiunge il tempo all’eternità. Pensa a quell’attimo che ti è dato di vivere, l’unico che è tuo, nella cronologia dell’universale scorrere del tempo. Intorno a te gravitano i secoli del passato che, veloci, già si proiettano nell’avvenire…Duemila anni fa si scissero i secoli del passato e dell’avvenire e si fermarono ad un istante benedetto: Maria di Nazaret, pronunciava il suo fiat al verginale concepimento di Gesù, Redentore del mondo. Si fermò il tempo, come il sole in un solstizio d’estate, per riprendere stupito il suo cammino nella storia umana e universale. Un istante solo, capisci? E tu, quanti ne sprechi? E disperdi le ore, i giorni, gli anni; spesso tutti gli anni della tua vita… Sii padrone del tempo, cogline l’attimo prezioso e donalo a Dio. Torna padrone del tuo tempo, e non sarai schiavo di un’esistenza, che ti trascina per inerzia, nel vuoto…Torna padrone del tuo tempo: cogline il valore sacro. Fermane l’istante fugace nell’eternità!
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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