SOSTA – Un chiaro esempio per capire la stoltezza del peccato

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Scrive il Servo di Dio don Dolindo Ruotolo (da Il Settimanale di Padre Pio, 5/2024)


Un povero si presenta presso la casa di un ricco signore e gli domanda qualche cosa in carità. Quel bravo uomo ne ha compassione, lo fa entrare, gli prepara un bel piatto di maccheroni, gli dà il pane, la frutta, e lo licenzia regalandogli anche il piatto.

Appena uscito, il povero, sbadato com’è, fa cadere il piatto, che si rompe. Egli si adira fortemente e maledice il padrone che glielo ha dato, dicendo: Si vede che me lo ha dato per inquietarmi e per farmi soffrire!

Che ingrato questo miserabile! Dovrebbe maledire se stesso perché stato sbadato, e maledice il padrone che lo ha beneficato!

raccoglie i resti del piatto, e borbottando scende le scale; ma, arrivato agli ultimi gradini, mette un piede in fallo e cade. Allora tutta la frutta che aveva si sparge per terra, egli ci cade sopra e la guasta. Al colmo dell’ira si mette in strada e attende che il signore esca di casa; appena lo vede, incomincia a insultarlo e gli getta appresso quella frutta guastata dalla sua caduta.

Come! -esclama addolorato quel signore buono- Ti ho beneficiato, ti ho dato anche la frutta e, in ringraziamento, me la getti appresso? Ti potrei io beneficare ancora se tu ti servi di ciò che ti ho dato per farmi villania? 

Che cosa ne dite di questo brutto povero? E’ un ingrato e uno scellerato.

Dio ci ha dato la vita, ci ha dato tanti doni; quante volte noi offendiamo Dio, abusiamo dei medesimi doni che ci ha dato per recargli disgusto e siamo sommamente ingrati!

Ci sono tanti che maledicono la propria vita solo perché se ne servono male; vi sono tanti che si servono degli occhi che Dio ha loro dato per guardare brutte cose; delle orecchie per ascoltare brutti discorsi, della bocca per dire brutte parole, del corpo per commettere brutte azioni, della mente per pensare mille sciocchezze contro il Signore, del cuore per amare il male… Tutti questi sono ingrati e scellerati, e Dio non può beneficiarli più, per non renderli maggiormente cattivi e rei; ecco perché passano un mondo di guai!

Quando quel povero si presenterà nuovamente a casa di quel signore buono, potrà ricevere più nulla? No, perché il Signore dice: Se ieri mi insultò e mi buttò appresso quello che gli diedi, può essere che oggi venga a ferirmi in casa mia, e domani possa tentare anche di uccidermi!


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