Come una mamma che è in Paradiso può essere pienamente felice sapendo che un proprio figlio è all’Inferno?

di Corrado Gnerre

Bisogna evitare di concepire il mondo ultraterreno tanto in maniera univoca quanto in maniera equivoca. Cioè bisogna evitare di concepire il mondo ultraterreno come una semplice prosecuzione della vita terrena (maniera univoca), ma anche evitare di concepire il mondo ultraterreno come qualcosa di totalmente diverso alla vita terrena (maniera equivoca). Un esempio per il primo caso è il paradiso islamico, per il secondo è il nirvana buddista.

Il Cristianesimo, invece, indica un altro modo per capire il rapporto tra vita terrena e vita ultraterrena, ed è quello analogico, ovvero la vita ultraterrena non è né una semplice prosecuzione della vita terrena né qualcosa di totalmente altro.

Da ciò si capisce una cosa molto importante, ovvero che ciò che si costruisce affettivamente nella vita terrena continua ad esistere anche nella vita ultraterrena, per cui le anime del Paradiso continuano a nutrire affetto nei confronti dei propri cari. Certamente non si tratta di un affetto diverso da un punto di vista quantitativo, perché ogni anima beata ama tutti indistintamente in Dio; bensì di un affetto che permane da un punto di vista qualitativo.

Ma come è possibile che un’anima del Paradiso possa essere pienamente felice sapendo che l’anima di un proprio caro è nell’Inferno?

La risposta è questa: l’amore che i beati nutrono verso gli altri, e quindi anche verso i propri cari, è un amore che consegue all’amore a Dio, tale amore consegue a sua volta alla visione beatifica; per cui quando questo amore verso gli altri è conforme all’amore di Dio e alla sua volontà, allora esso è vissuto ed alimentato nei beati; ma quando dovesse essere in contraddizione con l’amore a Dio perché difforme alla volontà di Dio stesso (è il caso dei dannati che hanno agito contro Dio), allora prevarrebbe l’amore a Dio piuttosto che alle anime, fossero anche quelle dei propri cari.

Ma c’è un’ipotesi del tutto personale (sottolineo: del tutto personale); un’ipotesi che prende in considerazione la grandezza e l’unicità dell’amore materno. Visto che il Cristianesimo è tutto nel rapporto tra Madre e Figlio e Figlio e Madre (dove c’è Gesù, lì è la Madre; e dove è la Madre, lì è Gesù), a mio parere non sarebbe sconveniente pensare che il Signore potrebbe permettere a qualsiasi mamma che è in Paradiso, indipendentemente dal lumen gloriae e quindi dal grado di beatitudine, di intervenire in favore dei propri figli. Da qui la necessità di capire quanto per le mamme sia importante santificarsi.

Sarebbe il più grande dono che possono fare ai propri figli.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

CONDIVIDI

2 Comments on "Come una mamma che è in Paradiso può essere pienamente felice sapendo che un proprio figlio è all’Inferno?"

  1. Carla D'Agostino Ungaretti | 2 maggio 2021 at 8:12 | Rispondi

    Gentile Prof. Gnerre, io sono una madre che invoca sempre S. Monica, nella speranza che “il figlio di tante lacrime non si perda” andando all’inferno. E inoltre chiedo sempre perdono a Dio per non essere riuscita a dare al mio unico figlio una autentica educazione cristiana, nonostante mi sia sforzata in tutti i modi di dargli il buon esempio.Ora che ho 78 anni, Lo prego di non farmi morire prima di poter ricevere i Sacramenti e di poter vedere lui convertito. Dio la benedica per la sua opera. CARLA

    • Gent.ma amica,
      non si stanchi mai di pregare e di affidare suo figlio al Cuore Immacolato della Regina dello Splendore e vedrà che sorgerà il sole della Fede nella vita di suo figlio. Consideri inoltre che i nostri tempi non sono i tempi del Signore.
      Cordialmente

Leave a comment

Your email address will not be published.


*