SOSTA – Come una mamma che è in Paradiso può essere pienamente felice sapendo che un proprio figlio è all’Inferno?

Bisogna evitare di concepire il mondo ultraterreno tanto in maniera univoca quanto in maniera equivoca. Cioè bisogna evitare di concepire il mondo ultraterreno come una semplice prosecuzione della vita terrena (maniera univoca), ma anche evitare di concepire il mondo ultraterreno come qualcosa di totalmente diverso alla vita terrena (maniera equivoca). Un esempio per il primo caso è il paradiso islamico, per il secondo è il nirvana buddista.

Il Cristianesimo, invece, indica un altro modo per capire il rapporto tra vita terrena e vita ultraterrena, ed è quello analogico, ovvero la vita ultraterrena non è né una semplice prosecuzione della vita terrena né qualcosa di totalmente altro.

Da ciò si capisce una cosa molto importante, ovvero che ciò che si costruisce affettivamente nella vita terrena continua ad esistere anche nella vita ultraterrena, per cui le anime del Paradiso continuano a nutrire affetto nei confronti dei propri cari. Certamente non si tratta di un affetto diverso da un punto di vista quantitativo, perché ogni anima beata ama tutti indistintamente in Dio, bensì di un affetto che permane da un punto di vista qualitativo.

Ma come è possibile che un’anima del Paradiso possa essere pienamente felice sapendo che l’anima di un proprio caro è nell’Inferno?

La risposta è questa: l’amore che i beati nutrono verso gli altri, e quindi anche verso i propri cari, è un amore che consegue all’amore a Dio, tale amore consegue a sua volta alla visione beatifica; per cui quando questo amore verso gli altri è conforme all’amore di Dio e alla sua volontà, allora esso è vissuto ed alimentato nei beati; ma quando dovesse essere in contraddizione con l’amore a Dio perché difforme alla volontà di Dio stesso (è il caso dei dannati che hanno agito contro Dio), allora prevarrebbe l’amore a Dio piuttosto che alle anime, fossero anche quelle dei propri cari.

Ma c’è anche un’altra ipotesi; un’ipotesi che prende in considerazione la grandezza e l’unicità dell’amore materno. Visto che il Cristianesimo è tutto nel rapporto tra Madre e Figlio e Figlio e Madre (dove c’è Gesù, lì è la Madre; e dove è la Madre, lì è Gesù), non sarebbe sconveniente pensare che il Signore potrebbe permettere a qualsiasi mamma che è in Paradiso, indipendentemente dal lumen gloriae e quindi dal grado di beatitudine, di intervenire in favore dei propri figli. Da qui la necessità di capire quanto per le mamme sia importante salvare la propria anima e santificarsi.

Sarebbe il più grande dono che possano fare ai propri figli.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 


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