19 agosto: san Giovanni Eudes …il Santo che diceva che se si vuole essere intelligenti bisogna fidarsi solo del Cuore di Gesù

“Quand’anche tutti i cuori di tutti gli uomini m’ingannassero e abbandonassero, confido che il buonissimo e fedelissimo Cuore del mio amabile Gesù non m’ingannerà affatto e nomi abbandonerà mai.”

Queste parole sono di san Giovanni Eudes (1601-1680) e sono inserite in una sua preghiera al Sacro Cuore di Gesù.

Il Santo dice una cosa su cui spesso non si riflette: il Cuore di Gesù non può ingannare. Possono ingannare (e di fatto molto spesso ingannano) i cuori degli uomini, finanche quelli dei propri parenti e dei propri amici, ma il Cuore di Gesù non può ingannare.

Il motivo? Perché Gesù è Dio. Semplice. Troppo semplice. Dio, infatti, se è Dio, non può ingannare. Perché Dio è amore, perché Dio è Logos, quindi Ragione; perché Dio è Verità. Perché Dio non muta.

Oggi vanno tanto di moda i cosiddetti test d’intelligenza. Si pensa che se si risponde in un certo modo, se la propria mente ha la capacità di districarsi all’interno di problemi che vengono artificialmente posti, si sia dotati. Può darsi anche, ma di cosa? Di facoltà intellettuali certamente, ma non c’è nessuna certezza o automatismo che in tal modo si sia dotati anche d’intelligenza. L’intelligenza è la capacità di “leggere dentro le cose”, di penetrarle, di capirle davvero, di cogliere quella che è l’essenza di ciò che si para dinanzi.

Ebbene, non c’è alcun test d’intelligenza che pone una questione, che è poi la questione di tutte le questioni, quella della fiducia. L’uomo ha bisogno di fidarsi, ma di chi? Eludere questo interrogativo o -peggio- rispondere male ad esso vuol dire adagiarsi sulla più assurda delle stoltezze. Altro che intelligenza!

La questione della fiducia non solo è essenziale, è discriminante. Discriminante, nel senso che fa chiarezza, distingue, solidifica ciò che è fluido. Fa chiarezza perché fa capire quanto sia vasto (anzi: vastissimo) il campo a cui è impossibile poter dare fiducia. Geremia lo dice (cap.9): “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo“. Maledetto, perché non troverà pace per sé e per gli altri. Maledetto, perché fonderà la sua vita sull’azzardo di un assurdo: trovare stabilità e coerenza in ciò che è per natura instabile e tentato continuamente all’incoerenza.

L’intelligenza, quella vera, cerca lo stabile, lo caccia, lo anela; e questa ricerca non è destinata a fallire, perché il desiderio stesso è caparra che ciò che può soddisfarlo concretamente lo attenda.

Torniamo a san Giovanni Eudes: nel deserto della disillusione, nella pochezza di chi ci sta a fianco che a volte dice e a volte non dice, nella pochezza di noi stessi che siamo tanto bravi -guardandoci- a far impallidire il nostro stesso volto, c’è chi non inganna. C’è chi non abbandona. Qui solo Dio è la risposta. Un Dio che ama. Un Dio che è Cuore.

E il Cuore di Gesù!

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