Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.
L’ACQUA
Ecco ciò che ha fatto il Signore della mia vita. Ve lo confido: un cielo anticipato. Credere che un essere, che si chiama ‘l’Amore’, abita in noi ad ogni istante del giorno e della notte e che ci chiede di vivere in società con Lui.
(Santa Elisabetta della Trinità)
I SORSI
1.Cari pellegrini, vi sarà senz’altro capitato qualche volta di trovarvi in mezzo a degli amici con cui avete sempre trascorso piacevoli momenti, ma in uno stato di sopraggiunto malessere. Vi eravate predisposti a trascorrere dei sereni momenti in compagnia, ma poi un’indisposizione vi ha impedito di apprezzare quei momenti. Anzi, vi ha costretto a lasciare tutti e ritirarvi in casa. E’ una situazione, questa, in cui si è sì in compagnia ma purtroppo, a causa di un improvviso malessere, si è costretti a ritrovarsi soli e ad abbandonare tutto.
2.Una condizione di questo tipo è specchio di ciò che accade all’uomo dei nostri tempi. Questi fisicamente non è solo. Sta in mezzo al chiasso. A riguardo ha solo l’imbarazzo della scelta. Come si suol dire, la “fabbrica del divertimento” è sempre aperta, 24 ore su 24. Ma, malgrado questo, l’uomo di oggi si sente fondamentalmente e impietosamente triste dinanzi ad un destino di inesorabile solitudine. Ciò perché la convinzione dominante dei nostri tempi è che ognuno di noi sia stato “gettato” nel mondo senza un perché. Non ci sarebbe alcun progetto che ci precede né ci accompagna; né tanto meno ci sarebbe un fine che ci sarebbe stato preparato e a cui dobbiamo tendere. Non ci sarebbe nulla… e solo il nulla dovrebbe accompagnarci.
3.Santa Elisabetta della Trinità, suora carmelitana (1880-1906), qualche giorno prima di morire, scrisse le parole che abbiamo scelto come acqua per questa borraccia. In esse ci sono due concetti importanti. Il primo: ella ci dice che nella sua vita terrena è riuscita ad “anticipare” il cielo. Il secondo è che Dio, l’Amore e l’Assoluto per eccellenza, ci chiede di vivere in “società con Lui”.
4.Suor Elisabetta visse poco, morì ad appena ventisei anni; ma la sua vita fu “piena”, a differenza di tanti che hanno sì il beneficio di vivere molto tempo, ma che avvertono terribilmente vuoto il proprio esistere. Ella avvertì che la sua vita era stata “piena” perché era riuscita ad “anticipare” il Cielo, ovvero era riuscita ad inserire come bussola di orientamento l’Eterno; e inoltre perché aveva scoperto la giusta compagnia dell’esistenza, Colui che non tradisce e che dà risposta a tutto: Dio.
5.Cari pellegrini, se ci riflettete, sono proprio queste due cose che mancano a tanti di noi: la capacità di orientare la vita verso il Paradiso e la possibilità di scoprire la proposta umanamente inimmaginabile che ci fa Dio: venire a vivere in noi.
6.Ed ecco perché oggi la solitudine si taglia a fette. Si sta in compagnia, ma si è soli. Si balla e si canta, ma si è soli. Ci si prende per mano, ma si è soli. Giustamente lo scrittore Dino Buzzati (1906-1972) dice: “Gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; se uno soffre, il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l’amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.” Con Dio, no. Con Dio non si rimane mai “soli”.
Al Signore Gesù
Signore, io voglio vivere non di me, ma di Te. Voglio che Tu sia la vera e solida Presenza della mia vita, la vera e solida Compagnia.
Alla Regina dello Splendore
Madre, chi più di Te ha vissuto e vive la compagnia divina? Tu hai generato questa Compagnia, e mai l’hai abbandonata e mai essa ti ha abbandonata. Stretto a Te, non mi distaccherò da questa Compagnia. Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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