di Niram Ferretti
Selezionato dal suo profilo facebook
Prendiamo la garante per l’infanzia della Regione Umbria, Maria Rita Castellani, oggetto in queste ore di un compatto attacco dal fronte illuminato e progressista dei difensori del DDL Zan.
Cosa ha detto di così atroce la signora al punto che la sua presa di posizione ha suscitato da parte di associazioni e partiti di opposizione la rimozione della garante dal suo incarico?
Sull’articolo del disegno di legge Zan in cui si parla di identità di genere la Castellani ha detto:
«Il concetto d’identità cambia non è più quello antropologico che conosciamo da sempre e che distingue persona da persona a ragione di evidenze biologiche, ma diventerà qualcosa che io, cittadino, posso decidere arbitrariamente secondo la percezione del momento. Di conseguenza ogni desiderio sarà considerato un bisogno e il bisogno un diritto». Dunque, procedendo lungo la scala del progresso, un domani “Si potrà scegliere l’orientamento sessuale verso cose, animali, e/o persone di ogni genere e, perché no, anche di ogni età, fino al punto che la poligamia come l’incesto non saranno più un tabù».
Difficile se si ha a cuore la logica e la ratio, se si ha in dotazione un robusto senso della realtà darle torto. Viviamo infatti in un’epoca in cui minoranze agguerrite hanno imposto la loro agenda desiderante declinandola come diritto. E così il desiderio di avere figli da parte di chi per natura è ontologicamente impossibilitato ad averli, si è trasformato in diritto. Ma, il problema non è solo nella sfera omosessuale, lo troviamo anche in quella eterosessuale, dove donne anziane tramite la fecondazione in vitro possono diventare le madri-nonne dei loro figli.
In nome dell’amore e della lotta alla discriminazione o dei diritti umani, oggi tutto è possibile, e se oggi la pedofilia e la zoofila non sono permesse è perché intorno a queste pratiche i tabù sono ancora forti, ma chi trent’anni fa poteva seriamente prevedere o ipotizzare famiglie omosessuali con bambini messi a disposizione dalla biotecnologia o che ci sarebbero stati uomini transgender in grado di partorire i loro figli?
Se il diritto positivo è l’unica norma e quello naturale viene totalmente sopraffatto, sarà solo chi avrà politicamente e ideologicamente in mano le leve del consenso a potere stabilire cosa è giusto e cosa no.
Se i confini vengono aboliti, se la natura che li pone viene soverchiata, resta solo l’ipertrofia dell’io, l’imperio potenzialmente senza limiti del principio di piacere. Ma nessuna civiltà può sussistere se governata dalla esplicitazione delle proprie pulsioni desideranti.
Per questo, infondo alla strada dell’ipetrofia dell’Io può esserci solo il caos.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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