di Michele Biancardi
La nota giornalista italo-israeliana Fiamma Nireinstein ha dato recentemente alle stampe un libro dal titolo Jewish Lives Matter.
Si tratta di uno scritto in cui l’autrice denuncia quanto da diverso tempo a questa parte, ma soprattutto negli ultimi anni, ci siano movimenti di opinione che manifestano una forte avversità nei confronti dello Stato d’Israele e della sua politica.
Non entriamo nel merito. Vogliamo però evidenziare un’altra cosa. La Nireinstein, intervistata recentemente dal giornalista Giancarlo Loquenzi durante la trasmissione di Radio Uno, Zapping, ha insistito sul fatto che molti organi di stampa pubblichino evidenti “balle” (così ella le ha definite) su Israele. Non ultime quelle riguardanti il conflitto israelo-palestinese del maggio scorso.
L’aspetto interessante è che la Nireinstein non si riferisce a organi di stampa marginali, bensì a quelli che vanno per la maggiore. Per la serie: non c’è da fidarsi della stampa. E per la serie: le fake news non sarebbero un’esclusiva dei cosiddetti social.
Ripetiamo: non abbiamo elementi per ritenere se la Nireinstein nel merito abbia ragione o meno. Diciamo piuttosto ciò che tutti sanno e pensano ma che nessuno ha il coraggio di dire: che le fake non le hanno inventate i social.
Certo, con i social tutto è diventato più dirompente e così, come a tutti è data la possibilità di scrivere, a tutti è data anche la possibilità di inventare notizie false, ma le fake ci sono sempre state.
Speriamo che certi giornalisti non se lo ricordino solo quando c’è di mezzo Israele o qualche altra realtà potente.
Ma se lo ricordino sempre.
Dio è Verità, Bontà e bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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