Palestina: una storia che non passa

1.Partire dal Titolo: 

  • Una storia: dunque radici molto remote
  • …che non passa: questione che si riesce a risolvere.

2.Due citazioni per inquadrare la cultura ebraica nella questione:

  • Deuteronomio (Capitolo 12): Mi recherete le vostre offerte al luogo che il Signore vostro avrà scelto fra tutte le vostre tribù, per porvi il nome e farlo abitare.
  • Talmud babilonese (53b): Non è mai cambiato il luogo dell’altare e non è mai cambiato il luogo del Santuario…

3.Due fatti per inquadrare la cultura islamica nella questione:

  • La stranezza per cui l’Islam fa iniziare la sua era con l’Egira (anno 622) è perché da quel momento inizia il Jihad.
  • Le scuole coraniche dividono il mondo in tre ideali parti: Dar-al-Islam (Terre dell’Islam), Dar-al-harb (Terre di guerra) e Dar-al-Isuhl (Terre di tregua).

4.Ritorniamo al titolo: mi soffermo sul “…che non passa”…perché non passa?

  • Perché -a mio parere- tutta la questione si riduce alla “status” di Gerusalemme.

5.Qual é l’importanza di Gerusalemme per la cultura ebraica?

  • Il Tempio di Gerusalemme, costruito dal re Salomone (X sec. a.C.) e poi ricostruito dopo l’esilio babilonese, era il luogo più sacro per il popolo ebraico. Vi si trovava l’Arca dell’Alleanza, simbolo della presenza di Dio (Shekhinah). Tutti gli ebrei del mondo vi si recavano in pellegrinaggio durante le principali feste (Pesach, Shavuot, Sukkot). Dopo la distruzione del Secondo Tempio nel 70 d.C. da parte dei Romani, il Muro Occidentale (o Kotel) è rimasto l’unica parte superstite, diventando il luogo di preghiera più sacro dell’ebraismo.
  • Simbolo della fede e dell’attesa messianica. Nelle preghiere quotidiane, negli inni e nei testi liturgici, Gerusalemme è ricordata come il luogo dove Dio farà risorgere il popolo ebraico e ricostruirà il Tempio. La tradizionale espressione «L’anno prossimo a Gerusalemme» (L’shanah haba’ah b’Yerushalayim) conclude la Pasqua ebraica (Pesach) e lo Yom Kippur, simboleggiando la speranza di redenzione e di ritorno.
  • Capitale storica e politica del popolo ebraico. Già con il re Davide (circa 1000 a.C.), Gerusalemme fu scelta come capitale del Regno d’Israele, unificando le tribù ebraiche. Da allora, anche nei secoli dell’esilio e della diaspora, è rimasta la capitale spirituale e ideale del popolo ebraico.
  • Simbolo dell’identità e della memoria collettiva. Nella cultura ebraica, Gerusalemme rappresenta l’unione fra terra, popolo e Dio. È menzionata centinaia di volte nella Bibbia ebraica (Tanakh) e innumerevoli volte nella poesia, nella musica e nell’arte ebraica. Per molti ebrei della diaspora, Gerusalemme è stata per millenni un punto di orientamento culturale e affettivo, anche quando non era fisicamente accessibile.

6.Qual é l’importanza di Gerusalemme per la cultura islamica? 

  • Città santa dell’Islam. Gerusalemme è conosciuta in arabo come Al-Quds, che significa “la Santa”. È considerata la terza città santa dell’Islam, dopo la Mecca (luogo di nascita del profeta Maometto e sede della Ka‘ba) e Medina (dove Maometto è sepolto).
  • Il viaggio notturno e l’ascensione del Profeta. Secondo la tradizione islamica, Maometto compì un viaggio miracoloso notturno dalla Mecca a Gerusalemme, descritto nella sura 17 del Corano. Da lì, dal luogo oggi identificato con la Moschea della Roccia (Qubbat al-Sakhra), sarebbe asceso al cielo (Mi‘rāj), dove incontrò i profeti precedenti e ricevette da Dio l’obbligo della preghiera quotidiana (salat). Questo evento collega direttamente Gerusalemme al cuore della spiritualità islamica.
  • Prima direzione della preghiera. Nei primi tempi dell’Islam, i musulmani si rivolgevano verso Gerusalemme per pregare, prima che la direzione (qibla) fosse orientata verso la Mecca. Ciò dimostra il ruolo originario e simbolico della città nella formazione della comunità islamica.
  • Presenza dei luoghi sacri islamici. Il complesso del Nobile Santuario (Al-Haram al-Sharif) è uno dei luoghi più venerati dell’Islam. Vi si trovano: la Moschea di Al-Aqsa, la “Moschea lontana” menzionata nel Corano, che dà il nome all’intero luogo sacro; la Cupola della Roccia (Qubbat al-Sakhra), eretta nel VII secolo, che custodisce la roccia da cui Maometto sarebbe asceso al cielo. Questi edifici sono simboli potenti dell’arte, della fede e della presenza islamica in Terra Santa.
  • Significato storico e culturale. Dopo la conquista islamica del VII secolo, Gerusalemme divenne un importante centro religioso e culturale, sede di studiosi, giuristi e pellegrini. È rimasta nel tempo un simbolo dell’unità spirituale dei musulmani e del legame con la storia dei profeti — da Abramo, Davide, Salomone, fino a Gesù e Maometto, tutti riconosciuti nell’Islam.

7.Due piccoli (ma anche grandi) elementi che si devono tenere in considerazione.

  • Il Tempio può essere ricostruito solo lì.
  • Ogni moschea sacralizza ad Allah per l’eternità il terreno su cui è stata costruita.

8.Ebraismo ed Islamismo sono molto più somiglianti di quanto s’immagini

  • Ecco il senso delle citazioni (cultura ebraica) e dei due fatti (cultura islamica) da cui siamo partiti.
  • Ebraismo ed Islam sono molto più simili di quanto possiamo immaginare: la centralità è nella conquista dei territori e non delle anime.
  • Si tratta di religioni, a differenze del Cristianesimo, che non sono incentrate sul concetto di vita interiore.
  • La questione dello spirito vendicativo

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