1.La redenzione universale in senso oggettivo è la convinzione che Dio desidera la salvezza di ogni uomo, nessuno escluso. Ciò però non significa che tutti si salvano, solo perché così desidera Dio. Occorre, infatti, una libera corrispondenza soggettiva: se questa non c’è, non vi è salvezza.
2.La redenzione universale in senso soggettivo è invece la convinzione secondo cui, essendo Dio morto per la salvezza di tutti, automaticamente tutti sarebbero già salvi.
3.La dottrina di sempre della Chiesa, in quanto insegnamento definito, insegna la redenzione universale in senso oggettivo. È invece la nuova teologia contemporanea che afferma implictamente, e anche alcune volte esplictamente, la redenzione universale in senso soggettivo. A riguardo, la concezione del cristianesimo anonimo di Karl Rahner lo attesta.
4.Attenzione: abbiamo precisato “in senso“, perché di per sé la differenza tra redenzione universale oggettiva e redenzione universale soggettiva è perfettamente ortodossa. La prima è che Cristo, con la sua Passione, morte e resurrezione, ha compiuto un’opera di redenzione sufficiente per tutti gli uomini. La seconda (la redenzione universale soggettiva), invece, è che i frutti della redenzione devono essere accolti personalmente attraverso la libera corrispondenza di ognuno.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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