1.Enrico Medi (1011-1974) studiava la Terra e l’Universo, insegnava fisica e parlava di scienza alla televisione. La sua vita però non si esauriva nella ricerca: in casa, insieme alla moglie e alle sei figlie, recitava ogni giorno il Rosario. A riferirlo è il Dicastero delle Cause dei Santi, che ricorda anche il suo profondo affetto per la Madonna. Medi volle dare a tutte le figlie il nome di Maria.
2.Per lui il Rosario era una preghiera da vivere e da comprendere. Gli dedicò un libro, dal titolo Un grande tesoro, pubblicato nel 1972. Si tratta di una raccolta di brevi meditazioni sui misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi. Nella prefazione spiega che quei misteri contengono i fatti essenziali della fede e offrono insegnamenti per il cammino del cristiano.
3.Le figlie ricordano come una scena familiare vedere il padre assorto in preghiera. Questo particolare rende bene il rapporto di Medi con il Rosario. La sua devozione mariana aveva il volto semplice della fedeltà quotidiana. Insomma, la stessa persona che cercava di comprendere il mondo attraverso la scienza sentiva il bisogno di fermarsi, pregare e contemplare.
4C’è un ultimo ma decisivo particolare: l’amore che Medi ebbe per il Rosario quasi certamente scaturì dall’esempio di san Pio da Pietrelcina, di cui lui fu per ben 27 anni figlio spirituale. Il frate cappuccino fu un grande orante del Rosario (riusciva misteriosamente anche a recitarne centinaia al giorno) e questo su Medi lasciò traccia.
(Immagine prodotta con AI)
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Il Cammino dei Tre Sentieri

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