1.La notte è una parte del tempo quotidiano che incute timore. Non a caso le preoccupazioni nella notte si ingigantiscono. L’uomo, del tutto naturalmente, ama la luce del giorno…e sarebbe strano se così non fosse. Eppure è nella notte che si prova il proprio coraggio. Ed è anche nella notte che si prova la fede. Il famoso teologo domenicano, padre Reginald Garrigou-Lagrange (1877-1964), nel suo Le tre età della vita interiore ci offre questa immagine che è incontestabile:
(La Fede) è un poco come la notte, la quale, pur circondandoci di tenebre, ci permette tuttavia di vedere le stelle, e per mezzo loro la profondità del firmamento. V’è qui un chiaroscuro di una bellezza meravigliosa. Per vedere le stelle è necessario che il sole si nasconda e che cominci la notte. Cosa strana! Nell’oscurità della notte il nostro sguardo si spinge assai più oltre che nella luce del giorno; di notte vediamo le stelle che si trovano ad enorme distanza da noi e che ci rivelano l’estensione immensa dei cieli. Di giorno non vediamo che a pochi chilometri di distanza, di notte vediamo a milioni di leghe.
2.Infatti è così: è nella notte che si può guardare più lontano. E’ nella notte che si può capire la grandezza incommensurabile dell’universo. Di giorno, pur essendoci la luce, questo non è possibile. Insomma, è proprio quando Dio permette che le luci delle consolazioni vengano meno, che la nostra fede diviene vera facendoci stringere a Dio e non ai suoi doni.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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