Rubrica a cura di Corrado Gnerre
Domanda: Quanto tempo restò sepolto il Corpo di Gesù Cristo?
Risposta: Il Corpo di Gesù Cristo restò sepolto tre giorni non interi, dalla sera del venerdì fino all’alba del giorno che ora si dice domenica di Pasqua
Mentre nella risposta a questo numero san Pio X parla esplicitamente di “tre giorni non interi”, come del resto è stato (Gesù è morto nel pomeriggio del venerdì ed è risorto all’alba della Domenica), nella Sacra Scrittura troviamo l’espressione “al terzo giorno” e “dopo tre giorni” o, addirittura, “tre giorni e tre notti” (Mt 12, 40).
Quanto si legge nei testi sacri, in effetti, è stato l’appiglio per critiche e tentativi di “prendere in fallo” la narrazione cattolica della Resurrezione o anche solo creare dubbi.
Ci sono ovviamente motivi per questa apparente discrepanza. Non è verosimile che nella Parola di Dio ci siano imprecisioni.
Intanto, si può fare un ragionamento molto basilare, nella quotidianità di tutti: in un conteggio i giorni vengono calcolati anche se per poche ore. Se devo dire ad un amico per quanti giorni sono stato in un posto, dico comunque tre giorni, dal venerdì alla Domenica, anche se nella realtà sono arrivato il venerdì pomeriggio e ripartito la Domenica pomeriggio. Semmai, solo dopo si specifica.
Così, Gesù muore il venerdì (primo giorno, anche se per metà), il sabato è di attesa (secondo giorno) e Domenica risorge (terzo giorno, anche se solo qualche ora). Si può dire che è rimasto nella condizione di morte per tre giorni.
La spiegazione decisiva, però, è quella data da molti studiosi dei tempi in cui avvennero i fatti di cui si parla: i tre giorni si devono intendere solo all’apparenza in modo temporale preciso, è più un riferimento teologico (ad esempio in riferimento ad Osea 6, 2).
L’espressione “il terzo giorno” è ovviamente più vicina alla realtà di quella “dopo tre giorni”, ma non si può parlare di questo particolare senza tenere conto di quanto segue (sempre ripreso da studiosi di quei tempi).
Gli evangelisti, in sintesi, non tengono tanto a dire che la Resurrezione è avvenuta esattamente tre giorni dopo la Morte di N.S. Gesù Cristo, ma più a sottolineare la brevità del Suo stare nel sepolcro, che è stato pochissimo tempo in quella condizione, la sollecitudine del Padre nel richiamarLo a Sè.
I modi di dire di quei tempi erano ben diversi da oggi, come, ad esempio, nel conteggio di un termine: oggi dies a quo non computatur, ossia il primo giorno non si conta, ma si conta l’ultimo. A quei tempi, invece, il numero uno era riferito al giorno presente, quindi se si diceva “fra due giorni” si intendeva il giorno dopo (“domani”).
Altra particolarità era che l’espressione “giorno e notte” non rappresentava le intere ventiquattro ore di un giorno completo, ma anche solo una parte di giorno. Così si può intendere anche “durante il giorno X”. Questo lo si nota, ad esempio, in alcuni passi biblici dove tre giorni non sono poi realmente 72 ore: quindi Gesù è risorto “il terzo giorno”, da intendere “durante il terzo giorno” (all’alba) a due giorni dal primo (venerdì).
C’è un’ulteriore considerazione: l’inizio del giorno era inteso al tramonto, quindi il venerdì, essendo Gesù morto prima del tramonto, era il primo giorno in cui è stato nella condizione di morte, il sabato il secondo giorno e la Domenica il terzo.
Il punto della questione è, soprattutto, la differente mentalità con cui si leggono ai nostri giorni gli eventi narrati nella Sacra Scrittura.
Ai tempi di Gesù, non erano così attenti all’esattezza delle indicazioni temporali, non erano ossessionati dalla precisione delle indicazioni temporali. Era un diverso modo di intendere le cose.
Sarebbe, d’altronde, impossibile che N.S. Gesù Cristo, Verità assoluta, abbia dato riferimenti non corretti, forse si era solo adattato al modo di ragionare sulle indicazioni temporali.
Alla luce di quanto sopra, “dopo tre giorni” si può anche intendere come un generico “dopo poco tempo”, non invece necessariamente come una precisa indicazione.
Come detto, ci sono molti passi biblici che indicano questa evidenza. Si dovrebbe altrimenti pensare ad un approssimazione, a delle disattenzioni presenti nella Parola di Dio? Non è più verosimile, invece, che sia semplicemente la modalità tipica circa le indicazioni temporali, che non ci si deve aspettare la precisione assoluta, come oggi, nei riferimenti temporali?
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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