di Corrado Gnerre
A proposito della questione di poter dare o meno l’Eucaristia a chi professa pubblicamente di essere favorevole all’aborto e a chi, in quanto politico, agisce affinché il cosiddetto “diritto” all’aborto possa essere introdotto, conservato o perfino esteso quanto più possibile, un’eventuale discussione all’interno della Chiesa dovrebbe già di per sé destare scandalo. Per un motivo molto semplice. Chi ha idee in tal senso o opera in tal senso è in manifesto peccato mortale; e ovviamente, come dovrebbero sapere (oggi il condizionale è d’obbligo) anche i bambini del Catechismo non è possibile ricevere o dare la Comunione a chi non vuol recedere da uno stato di peccato.
Ma fin qui siamo -come si suol dire- all’ABC e vale fino ad un certo punto la pena di parlarne.
Ciò che invece è bene evidenziare è un’altra cosa, che non sembra essere stata ben evidenziata da altri.
Chi nella Chiesa ha polemizzato o sta polemizzando con la dichiarazione della Conferenza Episcopale degli USA ha affermato che una tale decisione non avrebbe una motivazione morale e teologica, quanto prevalentemente politica, ovvero sarebbe un chiaro segnale di promozione e appoggio di una linea anti-Biden e quindi di fatto favorevole a politiche trumpiane o legate a quegli ambienti.
Il gesuita padre Antonio Spadaro ha parlato di “preoccupazione in Vaticano” affinché non si utilizzi l’accesso all’Eucaristia come “arma politica”; e quindi di non spaccare la Chiesa col “pretesto di Biden”.
Di immagini per commentare queste parole ce sarebbero, eccome. La più celebre: il bue che chiama ‘cornuto’ l’asino.
Non ci vuole infatti molto per capire che le cose stanno proprio al contrario. Volendo escludere che un padre Spadaro arrivi a teorizzare la legittimità morale dell’aborto, è evidente che le sue parole sono chiaramente dettate da quella preoccupazione politica che pur denuncia nella presa di posizione della maggioranza dei vescovi americani. Si tratta -non bisogna essere chissà chi per capirlo- di una posizione, quella dei vescovi americani, che va a compromettere le buone relazioni con il nuovo corso democratico della Presidenza USA a cui tengono molto gli ambienti più progressisti della Chiesa, e quindi anche padre Spadaro.
E così, oltre a dover lottare per ciò che dovrebbe essere del tutto scontato e cioè che chi manifestamente è nel peccato non può accostarsi all’Eucaristia, dobbiamo anche sorbirci dichiarazioni che farebbero invidia alla più consolidata tradizione farisaica.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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