24 giugno 2021: Referendum sull’aborto in Gibilterra. Preghiamo per la vita!

di Maria Bigazzi

Oggi 24 giugno, a Gibilterra verrà votato un referendum per legalizzare o meno l’aborto, considerato dalla Legge del Paese un reato perseguibile.

Nella sezione che riguarda l’aborto procurato all’interno del Crimes Act del 2011, è definito che la donna o la persona che procura l’aborto spontaneo, o che illegalmente fornisce o procura sostanze nocive o altri tipi di strumenti destinati a procurare l’aborto spontaneo alla donna, commette nel primo caso un reato punito anche con la reclusione a vita (Crimes Act 2011, 162 1 -2), mentre nel secondo caso la sezione successiva dichiara la perseguibilità penale della persona.

L’emendamento proposto e che verrà votato in giornata, entrerà in vigore se il risultato del referendum presenterà più voti a favore della legalizzazione dell’aborto, modificando di seguito le sezioni dalla 161 alla 163 del Crimes Act del 2011.

Esso prevede una modifica della sezione che riguarda l’interruzione di gravidanza e i metodi utilizzati, rendendola legale nel caso in cui non abbia superato la dodicesima settimana e dove la gravidanza comporterebbe rischi maggiori rispetto all’interruzione, di lesioni alla salute fisica o mentale della donna incinta, oppure quando tale interruzione è necessaria per prevenire lesioni gravi e permanenti alla sua salute fisica o mentale; il proseguimento comporta rischi per la vita della donna incinta maggiori rispetto all’interruzione e infine se sussiste il rischio sostanziale che il feto soffra di una anomalia fatale (163 A).

È sempre bene ribadire che la vita non è un oggetto che si può eliminare quando dà fastidio, e nemmeno un bene della donna che la custodisce, bensì una persona che, pur dipendendo dalla mamma, si sta formando e già esiste come individuo a sé, con dignità e diritti.

Lo Stato di ogni Paese, inoltre, deve sempre difendere i più deboli, a partire dal grembo materno, senza mai perdere di vista il valore e la sacralità di uno dei principi che è alla base dell’esistenza umana e che dev’essere tutelato e protetto attraverso l’utilizzo di tutti i mezzi e gli strumenti possibili.

Ogni medico poi, deve fare il possibile per salvare entrambe le vite se si presenta un problema, senza dover scegliere di eliminare il bambino attraverso la pratica abortiva, tenendo bene a mente il ruolo e il dovere che egli ha, ovvero di “perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo”, come afferma anche il giuramento di Ippocrate.

Il vescovo di Gibilterra, Carmel Zammit, si è espresso sulla vicenda, invitando alla preghiera e consacrando il Paese al Cuore Immacolato di Maria, dopo 33 giorni di preghiere in preparazione.

In una lettera del 19 giugno, egli ha richiamato i cattolici a ricordare la gravità della pratica dell’aborto, affermando che “Tutti i cattolici, come del resto tutte le persone di buona volontà, hanno il dovere morale di difendere la vita umana innocente dal momento del concepimento fino alla sua fine naturale”. Infatti, “Tutta la vita umana è di pari dignità. Il diritto alla vita è il più fondamentale dei diritti umani. Tutti gli altri diritti umani derivano da questo diritto fondamentale. Questo non è un privilegio conferito dal governo. Qualsiasi legge umana che tolga questo diritto alla vita è una legge ingiusta. I nascituri non hanno voce per difendere e proteggere i propri diritti. Siamo la voce di chi non ha voce”.

Ancora, il vescovo Zammit ha ribadito la posizione della Chiesa, per cui “la vita umana inizia al momento del concepimento” e come tale, essa “deve essere ritenuta preziosa, rispettata, protetta e amata fino alla sua fine naturale. Pertanto, l’interruzione intenzionale di una gravidanza, in qualsiasi fase, è l’interruzione diretta e volontaria di un nascituro innocente. Il V Comandamento di Dio afferma inequivocabilmente: “Non uccidere” la vita umana innocente (Esodo 20:13) (Lettera Pastorale del Vescovo C. Zammit sul Diritto alla Vita, 19 giugno 2021).

Uniamoci anche noi in questa battaglia per la Vita, e preghiamo perché a Gibilterra, come in tutti gli altri Paesi del mondo, non vinca la morte, ma la Vita.

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