La mamma. Ovvero fare qualcosa di molto buono, di molto bello…e di molto difficile

1.I veri eroi non sono quelli che la Storia ricorda. Ammesso sempre che lo siano, perché tanta Storia sarebbe da riscrivere totalmente. Così il vero eroismo non è quello che solitamente si ha in mente, ovvero quello delle grandi imprese, di chi si rende autore di fatti eclatanti. Il vero eroismo è piuttosto quello della fedeltà quotidiana e del sacrificio totale. Ecco perché la mamma, quella vera, esprime bene l’autentica dimensione dell’eroismo.

2.Leggiamo questa storia:

In una scuola di campagna una maestra aveva spiegato alle sue allieve di terza elementare le qualità che deve avere un eroe. La maestra disse così: “Eroe è colui che, essendo molto coraggioso, compie cose grandi, belle e difficili”. Per assicurarsi poi che le bambine avessero capito, le invitò a scrivere il nome degli eroi che preferivano. In fondo alla classe, una bambina, Maria, se ne stava incerta ed esitante. Stentava, poverina, a tener dietro alla classe. Ella doveva sovente perdere delle lezioni per badare ai fratellini, perché la sua mamma era vedova e faceva la lavandaia. Finalmente scrisse anch’ella qualcosa. La maestra raccolse le pagine e lesse le varie risposte. I nomi più noti degli eroi moderni ed antichi passarono in rassegna. E fu la volta del foglio di Maria. La maestra lo scorse con trepidazione nel timore di dover umiliare la bambina. Ma ecco i suoi occhi riempirsi di lacrime e la sua voce tremare nel pronunciare un nome: sul foglio bianco c’era scritto una sola parola: “mamma!” Si fece gran silenzio. Tutti pensarono alla mamma di Maria, sempre così pallida, sempre così stanca, con il suo grande fagotto di biancheria sulle spalle e i piccoli attaccati alle sue vesti. Poi ciascuno pensò alla propria mamma ed ai sacrifici che ogni giorno si impone per la famiglia e per la casa. La mamma: sempre in faccende, sempre al lavoro, tutto sacrificata al bene dei suoi cari, sempre sorridente anche quando il cuore le si spezza e gli occhi vorrebbero gonfiarsi di pianto. Le bambine compresero allora quello a cui non avevano forse mai pensato: che essere mamma vuol dire fare con coraggio qualcosa di molto bello, di molto buono e di molto difficile.


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