Così afferma lo psicologo e psicoterapeuta Roberto Marchesini a proposito della figura del padre in un’intervista rilasciata a “Radici Cristiane” n.173
Il padre ha ovviamente tanti ruoli specifici. Di solito viene indicato come colui che genera i figli; in realtà, oltre a generarli, li educa.
Il suo compito è diverso da quello della madre, perché, fin dai tempi remoti, lui rappresenta l’auctoritas, termine che deriva dal latino augere, che vuol dire per l’appunto far crescere: chi viene tutelato può così seguire il proprio progetto, la propria natura.
Quindi il padre è anche un custode, che permette ai figli di sviluppare la propria vocazione.
E questo è il motivo, per cui è stato particolarmente oggetto di attacchi da parte della cultura moderna: se qualcuno vuole interferire con un progetto, la prima cosa da fare è togliere di mezzo colui che lo difende. E qui vediamo, nella storia, una serie di episodi, che ci fanno capire come si sia sviluppata la rivolta contro il padre: vediamo in Inghilterra la decapitazione di Carlo I, seguita dalla ben più nota decapitazione di Luigi XVI. Balzac, in un suo romanzo, parla della decapitazione del re di Francia in questi termini: “Tagliando la testa al re, i Francesi hanno tagliato la testa a tutti i padri di famiglia“, perché il paragone è quello solito, per cui il re è l’auctoritas all’interno della famiglia. Poi abbuiamo vissuto il Sessantotto, di cui qui ricordo alcuni slogan: “Niente padri, né padroni” o “Famiglie, vi odio!” di André Gide, poi siamo arrivati ai tempi nostri con il genitore “A” ed il genitore “B”, per cui il padre sarebbe divenuto genitore interscambiabile con un altro, senza un ruolo particolare.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
Be the first to comment on "Il motivo per cui la modernità odia la figura del padre"