Perché si conquista con il dolore ciò che mai potrebbe essere conquistato con il piacere?

Certamente Dio avrebbe potuto utilizzare anche un’altra “strada” per poter redimere. D’altronde Dio non deve rendere conto a nessuno. Ma ha scelto la strada del dolore. Una “strada” che non è toccata solo a noi, ma prima di tutto a Lui stesso. Il Verbo sì è incarnato e ci ha redenti con la sua Passione e la sua Morte di Croce. Da qui il fatto indiscutibile che si conquista con il dolore ciò che mai potrebbe essere conquistato con il piacere.

Scrive Benvenuto Matteucci in Teologia del dolore (Milano 1949): “I cristiani, pensavano i pagani, debbono essere stregati: sorridono alle torture, entrano in carcere giubilando, e con esultanza si avviano ai supplizi. Come Gesù: ‘in luogo della gioia che gli si parava davanti, sostenne il supplizio della Croce, disprezzandone l’ignominia’ (Ebrei, XII, 2), così i santi disdegnano i comuni piaceri, affrontano le persecuzioni. Dolore e gioia, elementi comuni ad ogni religione, nel cattolicesimo costituiscono una identica esperienza di vita. Fuori della Chiesa sono le due eresie fondamentali della vita: ottimismo e pessimismo, nella Chiesa sono una verità vissuta. Solo il Vangelo insegna come l’Amore divino trasforma il dolore in gioia ed esulta e regna sulla Croce. Si conquista con il dolore ciò che mai si potrebbe conquistare con il piacere. Il piacere, discendendo, cade nel Nulla. Il dolore, salendo, afferra l’Eternità. Il Cristianesimo, il quale accumula la sofferenza, accumula la gioia, e offre il termine felice della più tragica avventura, di chi, dopo aver cercato la felicità nel mondo, s’accorge d’averla in sé, nel suo dolore. (…). Il Regno dei Cieli, insegna Gesù, soffre violenza, e solo i violenti lo rapiscono. Il dolore è la divina violenza che apre la porta della Città di Dio. Questa violenza è la sola originalità che il mondo non accetterà mai. I santi la conoscono, gelosi solo come il Cristo, di nasconderla nella preghiera, con bruschi silenzi ed impetuosi isolamenti, tesoro nascosto finalmente raggiunto”.


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