1.Il magistero della Chiesa parla di regalità di Cristo, ma non parla di teocrazia. Vediamo perchè.
2.Stato e Chiesa (si diceva un tempo: sacerdozio e impero) sono due società perfette, cioè società che hanno da sé i mezzi per realizzare i loro fini rispettivi.
3.Tali società sono distinte, perchè hanno fini distinti: il bene temporale per lo Stato e il bene soprannaturale per la Chiesa. Anche qaundo il capo dello Stato e quello della Chiesa coincidono -si pensi al Papa nel Regno Pontificio- i due poteri sono distinti e distinta è la legislazione civile da quella ecclesiastica; e distinta è pure dalla legge umana la legge positiva divina.
4.La cosa è facilmente comprensibile, non solo perchè le finalità rispettive sono distinte, ma anche perchè mentre la legge umana (civile o ecclesiastica) giudica solo degli atti esterni ma non di quelli interni, quella divina giudica principipalmente degli atti interni, che Dio solo può conoscere.
5.La Cristianità, quindi, non conosceva una legislazione di origine divina che guidasse anche la società temporale, come nel mosaismo veterotestamentario, ma ammetteva la distinzione tra potere civile ed ecclesiastico, legislazione civile, ecclesiastica e divina potivia.
6.Tuttavia, se la Chiesa ha sempre ammesso la distinzione dei poteri, non ne hai ammesso la separazione, anzi l’ha condannata.
7.Se Chiesa e Stato non sono separabili, se potere spirituale e temporale, pur distinti, non devono essere separati, allora il rapporto tra le due società, ognuna perfetta nel proprio ordine, deve ammettere una subordinazione. Subordinazione che non può essere quella della Chiesa allo Stato (il cesaropapismo orientale, il ghibellinismo medioevale, l’anglicanesimo o gallicanesimo ecc., che ripetono nella Cristianità il modello pagano) nella quale il clero è “cappellano di corte”, ma al contrario dello Stato nei confronti della Chiesa, la quale ha pertanto un potere diretto o indiretto sulle cose temporali quando siano legate a quelle spirituali.
8.Tale rapporto è descritto come quello che intercorre tra l’anima e il corpo o, nei medioevali, tra il sole e la luna. Se “teocrazia” o “ierocrazia” significasse questo, allora, sì, sarebbero ammissibili.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
