1.Perché l’uomo, quando è affranto o assillato da tante preoccupazioni, tende a portarsi le mani alla testa? Forse perché tutto si riduce alla testa…i pensieri, ma anche le possibili, auspicate, soluzioni.
2.Se non si pensasse, non ci sarebbero preoccupazioni. Ma se non si pensasse, non si sarebbe più se stessi, la vita sarebbe invano, ogni attimo non avrebbe alcun significato, le esperienze mancherebbero del vissuto. Non ci sarebbe la gioia e non ci sarebbe la tristezza; la gioia come consolazione, la tristezza come desolazione. Tutto sarebbe informe. Tutto fluido. Non esisterebbero gli abbracci, i sorrisi, i pianti…
3.Tenersi la testa fra le mani non è un prendere le distanze da essa, ma una cura, un rispetto…un possibile ringraziamento di un dono.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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