APOLOGETICA CON I PROVERBI: “Abbi cura del tuo orto…e il tuo orto avrà cura di te” (proverbio gallese)

Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli.


1.Se il bravo contadino cura bene il proprio orto, l’orto darà frutti sufficienti — e soprattutto saporiti e gustosi — per sostenerlo.

2.C’è un’espressione attribuita a sant’Agostino secondo cui nel momento in cui l’uomo sa preservare l’ordine, è proprio quest’ordine che, alla fine, preserverà l’uomo. Il Signore dice a santa Caterina da Siena: “Se tu ti occuperai di me, anch’io mi occuperò di te“. E’ una frase riportata dal confessore della santa, il beato Raimondo da Capua.

3.Quando organizziamo bene la nostra vita e la orientiamo verso il suo giusto fine, questo orientamento preciso e doveroso ci permette di realizzarla pienamente.

4.L’uomo è fatto proprio per il fine. Quando, invece, prende se stesso come fine e si pone al centro di tutto, si smarrisce e si perde. Ciò può sembrare paradossale: se scelgo come fine qualcosa che è fuori di me, devo intraprendere un cammino, uscire da me stesso e orientarmi verso qualcosa che non sono io. Se, invece, faccio di me stesso il fine di tutto, trasformandomi nel “dio” e nella “soluzione” di me stesso, finisco per perdermi. Chi vuole trovare in se stesso la soluzione di tutto si smarrisce, si disorienta e non sa più neppure chi è.

5.Dio -è un fatto logico- conosce noi stessi meglio di quanto possiamo conoscerci. Perché? Perché non siamo stati noi a darci l’essere, cioè la vita: è Dio che ce l’ha donata.
L’esempio è semplice, ma può aiutarci: quando si acquista un elettrodomestico o un mobile da montare, bisogna consultare le istruzioni. Non siamo noi a fornirle all’oggetto: le ha predisposte la fabbrica che lo ha prodotto. È quella realtà, infatti, a conoscere come l’oggetto è stato realizzato e come va montato. Non possiamo inventare noi le istruzioni per qualcosa che non abbiamo prodotto. Lo stesso vale per il rapporto con noi stessi. Possiamo conoscere noi stessi solo attraverso Dio; è soltanto quando ci rapportiamo a Lui in modo corretto e costitutivo che possiamo davvero giungere a conoscerci. Altrimenti l’uomo rimane sempre un mistero a se stesso. Anzi, più pretende di conoscersi contando soltanto su di sé, meno riesce a conoscersi per davvero.

6.I santi hanno vissuto proprio così: non per se stessi, ma unicamente per Dio. San Francesco diceva: “Mio Dio, mio tutto“. Perché? Perché se guardiamo con attenzione, ci accorgiamo che il tutto di ciascuno di noi è soltanto Dio: nulla siamo se non in Dio.

7.Torniamo al proverbio gallese: bisogna curare il proprio orto perché, se lo curiamo bene, sarà l’orto a prendersi cura di noi. L’uomo non deve avere come unica preoccupazione se stesso; deve prendersi cura di qualcosa che è al di fuori di sé e orientarsi verso di essa. Se invece pone se stesso come meta del proprio cammino, si smarrisce e finisce per disorientarsi. È come chi volesse mettersi in cammino senza andare verso una meta esterna, rimanendo inevitabilmente sempre al proprio posto.

8.Ecco, dunque, che questo proverbio esprime una verità semplice, giusta e di buon senso: l’uomo deve orientarsi verso Dio. Se cura adeguatamente il proprio rapporto con Lui, sarà Dio a prendersi cura dell’uomo molto meglio di quanto l’uomo possa fare da sé.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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