1.La discussione sull’immigrazione non passa mai di moda. E in tal modo vengono spesso evocati simboli come quello dei “muri”. Una delle frase più citate è quella secondo cui si dovrebbero costruire ponti e non muri (o “mura” se si parla di città o di un’intera casa).
2.Ora, lasciando perdere il fatto che in un sistema stradario e urbano c’è bisogno di questi e di quelli e che una casa senza mura non sarebbe pensabile…lasciando perdere questo discorso, va da sé che è facile cadere in una certa demagogia. Ed è interessante il fatto che a cadervi sono spesso coloro che accusano altri di demagogia e populismo.
3.Bisogna stare molto attenti e non pensare che l’intelligenza e la complessità del pensiero siano solo da una parte; e dall’altra invece alberghino posizioni ignoranti e retrive. Non che tali posizioni siano offensive, tutt’altro. D’altronde non è scritto da nessuna parte che il buon senso si acquisti dai libri, anzi; o che sia necessariamente appannaggio del progresso del pensiero. Torniamo al simbolo dei muri e ce ne mettiamo anche un altro: quello delle porte.
4.Il muro di per sé non è uno scandalo, perché se la famiglia ha bisogno di un luogo fisico qual è la casa, questa è fatta di muri. Così anche una comunità nazionale ha bisogno di un luogo fisico istituzionalizzato e delimitato, che è lo Stato, e questo è tale se è fatto di confini, i quali devono essere rispettati.
5.Lo scandalo è invece in due errori opposti fra loro. Il primo è quello di pensare che i muri non abbiano bisogno di porte. Il secondo è quello di pensare che le porte non abbiano bisogno di muri. Il primo è la chiusura totale. Il secondo è l’apertura senza se e senza ma.
6.Questo secondo errore è il sogno utopistico del cosmopolitismo illuminista e anche neoilluminista. E’ il delirio della sparizione di qualsiasi identità, al fine di nullificare l’uomo, di sradicarlo, e di renderlo funzionale ad ogni potere di turno.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
Si, assolutamente vero.