Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.
L’ACQUA
Non fare gran conto di chi ti sia favorevole o contrario; piuttosto preoccupati assai che, in ogni cosa che tu faccia, Dio sia con te.
(Imitazione di Cristo, II, 2)
I SORSI
1.Cari pellegrini, è sera e ci capita di osservare un cielo stellato. Gli astri che scorgiamo sono lontanissimi da noi. Forse qualcuno è sparito da chissà quanto tempo, perché la sua luce solo adesso sta arrivando sulla terra.
2.Le parole di questa borraccia sono tratte da L’imitazione di Cristo e mettono in evidenza il valore della “compagnia”. Sono parole, infatti, che non negano quanto sia importante nell’uomo (e in un certo modo costitutivo) il desiderio di “compagnia”. Ma non dicono solo questo: precisano quale debba essere la vera compagnia; o meglio: la compagnia che all’uomo veramente serve.
3.Lo scrittore Francesco Burdin (1916-2003) scrisse: “Non cerco la compagnia degli uomini. Ne ho già uno indosso, mi basta e mi avanza.” Vero. L’uomo può offrire all’uomo solo una compagnia relativa, una compagnia di “riempimento” del tempo, ma non “risolutiva” sul piano delle domande fondamentali del vivere. All’uomo serve la compagnia di Dio. Tutto il resto è importante, ma non decisivo. Anzi, se c’è la compagnia di Dio, anche la compagnia dell’uomo, dei propri cari e dei propri affetti, acquista senso e possibilità di essere autenticamente vissuta. Ma c’è anche un altro significato che queste parole sottendono, ed è quello di agire e di operare non preoccupandosi del giudizio degli uomini, bensì di quello di Dio, perché è l’unico giudizio che conta.
4.Torniamo al discorso della “compagnia”. Anche relativamente a questo, il Cristianesimo si mostra unico nella sua bellezza. Solo nel Cristianesimo, infatti, si parla del fatto che l’uomo sia chiamato a vivere della vita stessa di Dio e che possa essere inabitato da Dio stesso. Altro che semplice compagnia! Se solo riflettessimo su questo…
5.Pensate, cari pellegrini, che responsabilità ci portiamo avendo la possibilità di stabilire un rapporto di dialogo continuo con l’Onnipotente e l’Assoluto, e non approfittarne. Da qui il rammarico del Signore. Egli è ferito continuamente dalla nostra indifferenza, dalla nostra freddezza, dalla nostra incapacità di affidarci a Lui. Scrive padre Schryvers nel suo Anime fidenti: “Noi siamo alla presenza di Dio come un atomo disperso nell’immensità dell’universo. Quale gloria può venire a Dio di un essere tanto piccino e peccatore? Eppure Dio vuole da noi una gloria degna di Lui, una gloria, in qualche modo, infinita.” E padre Adolphe Tanquerey, nel suo Teologia ascetica e mistica, scrive: “Dio ci ama da tutta l’eternità e brama quindi di unirsi a noi (…). Con instancabile amore ci cerca, come se non potesse essere felice senza di noi.”
6.Cari pellegrini, torniamo all’immagine da cui siamo partiti. L’universo è enorme, grandissimo, miliardi e miliardi di anni luce lo percorrono. Dio è infinitamente più grande dell’universo; anzi: è il creatore e il signore dell’universo. Ebbene: questo Dio pensa a noi. Questo Dio pensa a me e pensa a te. E ci offre la sua compagnia.
Al Signore Gesù
Signore, ti chiedo questa grazia -e te la voglio chiedere ogni giorno- che possa essere sempre con Te. Che possa per tutta l’eternità essere con Te.
Alla Regina dello Splendore
Madre, padre Schryvers dice che la vera anima fidente: “…si accontenta di aderire tranquillamente a Dio, di porgere l’orecchio dalla parte del Tabernacolo, di tenere la mano della sua Madre celeste con ‘Ave Maria’ ripetute, affidandosi a Gesù e Maria per il suo progresso e la sua perfezione.” Anch’io voglio tenerti la mano con la Catena del Rosario. Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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