La questione della libertà religiosa è uno dei più delicati e sarebbe stata un’ottima occasione di dialogo con la FSSPX: purtroppo la sua scelta di porsi in contrasto con la Chiesa impedisce proprio tale dialogo. Ciò premesso, dalla prospettiva del credente umile e semplice, non teologo, cosa dire? Il principio della libertà religiosa sancito dal Concilio è stato approvato da oltre 2000 vescovi con soli 70 voti contrari, ed è stato approvato da un Papa, Paolo VI, poi fatto Santo. Come contestarlo senza fare un peccato di superbia? Nel merito, per quello che ho capito, si afferma il concetto che la verità del cristianesimo non significa automaticamente la totale falsità delle altre religioni, che contengono anche loro parti di verità da rispettare (vedi Nostra Aetate) e semmai da studiare. Si afferma inoltre il principio che sono gli uomini ad avere diritti e non i concetti filosofici. Stante queste premesse come sarebbe possibile negare la libertà di culto? Come si poteva poi, nel 1965, negare la libertà religiosa e nel contempo reclamarla nei confronti degli Stati comunisti che perseguitavano e tenevano prigionieri tanti sacerdoti, vescovi e cardinali?
La questione della libertà religiosa è uno dei più delicati e sarebbe stata un’ottima occasione di dialogo con la FSSPX: purtroppo la sua scelta di porsi in contrasto con la Chiesa impedisce proprio tale dialogo. Ciò premesso, dalla prospettiva del credente umile e semplice, non teologo, cosa dire? Il principio della libertà religiosa sancito dal Concilio è stato approvato da oltre 2000 vescovi con soli 70 voti contrari, ed è stato approvato da un Papa, Paolo VI, poi fatto Santo. Come contestarlo senza fare un peccato di superbia? Nel merito, per quello che ho capito, si afferma il concetto che la verità del cristianesimo non significa automaticamente la totale falsità delle altre religioni, che contengono anche loro parti di verità da rispettare (vedi Nostra Aetate) e semmai da studiare. Si afferma inoltre il principio che sono gli uomini ad avere diritti e non i concetti filosofici. Stante queste premesse come sarebbe possibile negare la libertà di culto? Come si poteva poi, nel 1965, negare la libertà religiosa e nel contempo reclamarla nei confronti degli Stati comunisti che perseguitavano e tenevano prigionieri tanti sacerdoti, vescovi e cardinali?