“I fiumi profondi scorrono lentamente” (proverbio giapponese)

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli. 


Se si corre, non si osserva.

Se si corre, tutto sfugge via.

Se si corre, tutto -a sua volta- corre come la stessa corsa che si sta compiendo.

Non si può pretendere che si offra allo sguardo ciò da cui si sta fuggendo.

Non si può pretendere di capire veramente ciò da cui non si vede l’ora di potersi allontanare.

Solo chi ha calma, sa osservare.

Solo chi ha calma, sa conservare.

Solo chi ha calma, può davvero capire, immedesimarsi, comprendere ed amare.

Solo chi ha calma, sa andare nel profondo… e nel profondo alimentare la sua calma.

Il padre del figliuol prodigo seppe attendere e avere pazienza. E la profondità del suo amore ottenne il miracolo: riabbracciare il figlio pentito.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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