La mancanza di energia dell’India può insegnarci qualcosa?

di Michele Biancardi

In India manca l’energia e soprattutto nel Nord del Paese si sono intensificati i blackout.

Eppure l’India è una grande produttrice di carbone. Sembra davvero strana una cosa del genere.

Facciamo un po’ d’ordine.

La crisi di approvigionamento energetico sta riguardando un po’ tutto il mondo per le cause di cui abbiamo parlato in un’altra sosta (clicca qui). E così anche l’India sta scontando lo stesso problema.

Ma la stranezza di cui sopra è che questo immenso Paese avrebbe potuto benissimo sopperire con il carbone che certamente non le manca. Non ci si è riusciti per due motivi. Primo, perché si attendevano nuovi lockdown per pandemia Covid per cui gli stoccaggi preventivati sono stati minori di quelli necessari. Secondo, perché ripetuti piogge monsoniche hanno costretto ad una riduzione de lavoro nelle miniere.

Perché parlare di una notizia del e genere? Perché stante alle direttive dominanti della conversione green, il colosso indiano è tra i Paesi più inquinanti. Ma, in considerazione di ciò che sta accadendo, cosa dovrebbe fare l’India? Meglio: quale la sua speranza? Il carbone.

Insomma, sembra rivedere, su un altro piano, ciò che avvenne due anni fa: proprio quanto s’iniziò a parlare di eliminazione della plastica, Covid impose un uso abnorme della plastica: mascherine, contenitori per alimenti, respiratori, ecc…

Per la serie: l’uomo propone… ma qualcos’altro (o Qualcun altro) dispone.


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