L’Eucaristia e le epidemie: San Carlo e la peste

di Maria Bigazzi

San Carlo Borromeo (1538-1584), santo vescovo molto conosciuto per il suo apostolato e per il suo grande zelo verso Dio e verso gli uomini, viene ricordato come vero pastore attento alle necessità della Chiesa del suo tempo, grande nella carità, nella dottrina, nell’apostolato, ma soprattutto nella pietà e nella devozione.

Visitò la sua arcidiocesi, Milano, in ogni angolo, preoccupandosi della formazione del clero e delle condizioni dei fedeli. Fondò seminari, edificò ospedali e ospizi. Profuse a piene mani le ricchezze di famiglia in favore dei poveri. Difese i diritti della Chiesa contro i signorotti e i potenti.

Ma ricordiamo questo grande santo per un fatto particolare.

Nel 1576 a Milano scoppiò la terribile peste.

San Carlo non si fermò di fronte al pericolo del contagio. Si prodigò fino all’ultimo per soccorrere i malati e, pur con la febbre, continuò le sue visite pastorali, senza mangiare, senza dormire, pregando e insegnando.

Convinto che solo la preghiera e la penitenza fossero gli strumenti necessari per implorare l’aiuto divino, cominciò una serie di processioni penitenziali, nonostante le autorità civili non volessero per paura dei contagi.

Egli stesso si pose alla testa del popolo in processione, vestito della cappa, con un cappuccio, a piedi nudi, la corda di penitente al collo e una grande croce in mano. L’anno seguente la peste cessò.

San Carlo ci ricorda ancora oggi, in tempo di epidemia, che la preghiera e la penitenza sono le armi più forti.

Non dobbiamo infatti dimenticare che solo uniti a Dio tutte le prove della vita troveranno un senso e, se accolte e offerte a Lui, diventeranno gemme preziose che conserverà per quando finalmente saliremo al Cielo da Lui!

San Carlo inoltre ci insegna che non dobbiamo rinunciare all’Eucaristia nei momenti di pericolo, perché soltanto Gesù Eucaristico è il nostro unico e vero Nutrimento, Lui solo è il vero Medico dell’anima, dal quale non dobbiamo mai allontanarci per paura e negligenza.

La piena fiducia in Dio ci permette di affrontare le difficoltà della vita che molte volte si presentano come insormontabili.

Al contrario, rinunciare a Dio e ai Sacramenti, che ci forniscono la forza per vincere il peccato e le tentazioni del demonio, donandoci la salute spirituale e anche corporale; significa cadere rovinosamente a terra, indeboliti dalla peggiore delle malattie, quella che ci allontana dal nostro Creatore.

Lo zelo di san Carlo e i sacrifici che egli offrì durante l’epidemia della peste, sono un grande insegnamento per tutti noi.

Il santo vescovo ci ricorda che la Fede in Dio è l’unico mezzo mediante il quale possiamo superare le prove, senza cadere nello sconforto totale che allontana da Dio.

San Carlo non ha avuto paura di servire i suo fratelli bisognosi di cure e abbandonati a causa della malattia, ma con virtù eroiche ha continuato il suo instancabile apostolato, indicando la strada che conduce al Salvatore del mondo, Colui che ha vinto il peccato e la morte, e che solo è Via, Verità e Vita.

Sul suo esempio, non dimentichiamoci mai del valore infinito della santa Messa e del dono incommensurabile della santa Eucaristia.

Accostiamoci a Gesù Eucaristico con rispetto e devozione, Egli è l’autore della vita e la nostra unica salvezza. In Dio dobbiamo affidarci senza riserve e con assoluta fiducia.

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