MESSA DEL GIORNO: Dedicazione di san Michele Arcangelo

La festa del 29 settembre è la più antica delle feste consacrate a S. Michele; essa ricorda la dedicazione dell’antico e venerabile santuario nel suburbio di Roma al santo Arcangelo. La Messa che era stata composta per la circostanza, passò poi alla XVIII domenica dopo Pentecoste; quella attuale ha molte parti in comune con quella della festa dei santi angeli custodi che si è per lungo tempo confusa con essa. Il nome Michele (in ebraico: «chi è come Dio») ricorda il combattimento tra l’arcangelo, «principe della milizia celeste», e il demonio. Nel combattimento che continua tra il bene e il male, Cristo ha per alleati S.Michele e i suoi angeli, la Chiesa e i santi; dalla parte opposta sono Satana e i demoni con tutti i loro alleati. Noi siamo personalmente impegnati in questo combattimento; spetta a S.Michele e ai suoi angeli aiutarci affinché non periamo nel giorno del giudizio. Quando il cristiano sta per lasciare questa vita, la Chiesa domanda che il vessillifero S.Michele, l’introduca nella luce celeste; di qui l’uso di raffigurarlo con la bilancia della giustizia divina su cui sono pesate le anime. S.Michele presiede al culto di adorazione che si rende a Dio; san Giovanni nell’Apocalisse l’ha visto vicino all’altare, con un tribolo d’oro in mano; egli fa ascendere a Dio come incenso la preghiera dei santi. 


Introito

(Salmo 102,20)

Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli: gagliardi esecutori dei suoi ordini, pronti ad una sua parola.

(Salmo 102,1)

Benedici, anima mia, il Signore. Tutto il mio intimo benedica il suo santo nome.


Colletta

O Dio, che con mirabile armonia disponi i diversi uffici degli Angeli e degli uomini, concedi propizio che la nostra vita sia protetta in terra da coloro che in cielo stanno dinanzi a Te per servirti.


Epistola

(Apocalisse 1,1-5)

In quel tempo, Dio rivelò le cose che presto debbono accadere, inviando per mezzo del suo Angelo il messaggio al suo servo Giovanni, il quale attesta che tutto quello che vide è parola di Dio e testimonianza di Gesù Cristo. Beato chi legge e ascolta le parole di questa profezia: e serba le cose che in essa sono scritte, poiché il tempo è vicino. Giovanni alle sette chiese che sono nell’Asia. Grazia a voi e pace da parte di Colui che è, era e sta per venire; e dei sette spiriti che sono dinanzi al suo trono, e di Gesù Cristo che è il testimonio fedele, il primogenito tra i morti e il principe dei re della terra, il quale ci amò e ci lavò dai nostri peccati col proprio sangue.


Vangelo

(Matteo 18,1-10)

In quel tempo, si presentarono a Gesù i discepoli e gli dissero: “Chi ritieni tu il più grande nel regno dei cieli?“. E Gesù, chiamato a sé un fanciullo, lo pose in mezzo ad essi e rispose: “In verità vi dico che, se non vi convertirete e non diverrete come fanciulli, non entrerete nel regno dei cieli. Quindi, chiunque si farà piccolo come questo fanciullo, questi sarà il più grande nel regno dei cieli. E chiunque accoglierà nel nome mio un fanciullo come questo, accoglie me stesso. Chi poi scandalizzerà uno di questi piccoli, che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una màcina d’asino e fosse immerso nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali. Poiché è inevitabile che vi siano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale viene lo scandalo. Che se la tua mano e il tuo piede ti è di scandalo, troncali e gettali via da te: è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che essere gettato nel fuoco eterno con tutte e due le mani o i piedi. E se il tuo occhio ti è di scandalo, lévatelo e gettalo via da te. E’ meglio per te entrare nella vita con un solo occhio, che essere gettato nel fuoco della geenna con due occhi. Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli. Vi dico che i loro Angeli nei cieli vedono sempre il volto del Padre mio che è nei cieli“.


Meditazione

1.“E se il tuo occhio ti è di scandalo… e se la tua mano ti è di scandalo… gettali”. Dice Gesù.

2.La salvezza dell’anima è più importante di quella del corpo. Non si tratta ovviamente di spiritualizzare l’uomo né di trascurare la salute del proprio corpo, si tratta piuttosto di capire cosa davvero conta. O meglio: che se si salva l’anima, si salva anche il corpo.

3.Oggi questo è dimenticato. Dimenticato perfino da coloro che dovrebbero ricordarlo sempre, che dovrebbero gridarlo sui tetti. Da coloro che hanno la loro ragion d’essere proprio per ricordare questa verità.


Alla Regina dello Splendore

Madre, fa che possa vivere per la salvezza della mia anima e di coloro che mi hai posto più immediatamente accanto.

Che sia disposto a tutto affinché non perda la mia anima.

Madre, dammi tu questa forza…la forza -ripeto- per vivere per la salvezza della mia anima e di quella di coloro che mi ha affidato la Provvidenza del tuo Divin Figlio.

Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.


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