MESSA DEL GIORNO (con meditazione) – Mercoledì della Quarta Settimana di Quaresima

Questo mercoledì si chiamava anticamente “il giorno del gran scrutinio”, poiché vi si procedeva ad un esame dei catecumeni che doveva decidere della loro ammissione al battesimo. La riunione si faceva a San Paolo fuori le mura, nella grande basilica sulla via Ostiense. dopo l’antifona all’Introito, che esprime meravigliosamente la trasformazione che Cristo opererà nelle anime, le letture della Messa narrano l’annuncio fatto da Ezechiele dell’effusione dello Spirito santo e dell’acqua viva (Prima lettura), le esortazioni di Isaia alla purificazione spirituale (Seconda lettura), la guarigione del cieco nato alla piscina di Siloe (Vangelo): altrettanti annunci profetici e figure del battesimo, in cui sono ricordate le grazie di luce e di rinnovamento che saranno porzione dei battezzati.


Introito

(Ezechiele 36,23-26 – Salmo 33,2)

Quando avrò fatto rifulgere su voi la mia santità, vi adunerò da tutte le parti della terra e riverserò su voi acqua purissima.

Benedirò il Signore in ogni tempo, avrò sempre sulle labbra la sua lode.


Lettura

(Ezechiele 36.23-28)

Così dice il Signore Dio: «Santificherò il mio nome grande, profanato fra le nazioni, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le nazioni sapranno che io sono il Signore – oracolo del Signore Dio –, quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi. Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio».


Graduale

(Salmo 38,12)

Venite, figli, ascoltatemi: vi insegnerò il timore del Signore. Guardate a lui, sarete luminosi, il vostro volto non arrossirà.


Vangelo

(Giovanni 9,1-38)

Passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Và a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «E’ lui»; altri dicevano: «No, ma gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli chiesero: «Come dunque ti furono aperti gli occhi?». Egli rispose: «Quell’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Va’ a Siloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è questo tale?». Rispose: «Non lo so». Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco: era infatti sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri dicevano: «Come può un peccatore compiere tali prodigi?». E c’era dissenso tra di loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu che dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «E’ un profeta!». Ma i Giudei non vollero credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «E’ questo il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori risposero: «Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato cieco; come poi ora ci veda, non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi; chiedetelo a lui, ha l’età, parlerà lui di se stesso». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età, chiedetelo a lui!». Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quegli rispose: «Se sia un peccatore, non lo so; una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero di nuovo: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non mi avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Allora lo insultarono e gli dissero: «Tu sei suo discepolo, noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo infatti che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo è strano, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non s’è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: «Tu credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Tu l’hai visto: colui che parla con te è proprio lui». Ed egli disse: «Io credo, Signore!». E gli si prostrò innanzi.


Meditazione

  1. Gesù, interrogato, dice che quel povero cieco nato era tale non perché stesse scontando peccati suoi o dei suoi genitori, bensì perché in questo modo si potessero manifestare le opere di Dio, cioè la grandezza di Dio.
  2. Una grandezza dovuta al fatto che sarebbe arrivato un giorno in cui Dio stesso lo avrebbe sanato, cosa che sta per fare Gesù.
  3. Ma una grandezza che si spiega anche con il fatto che Dio ha scelto la strada della sofferenza per realizzare la salvezza.
  4. Prima di Gesù, la sofferenza e la malattia erano scandalo.
  5. Con Gesù tutto cambia: l’ammalato diviene icona del Cristo sofferente.

Alla Regina dello Splendore

  1. Madre, nella vita dell’uomo c’è la malattia e c’è il dolore.
  2. Toccano a tutti: nessuno può sfuggire a questo destino.
  3. Non so cosa mi riserverà il futuro.
  4. So solo che se Tu mi starai accanto, qualsiasi dolore potrà divenire “dolcezza”.
  5. Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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