Il dogma della Divina Maternità della Beata Vergine Maria fu promulgato nel Concilio di Efeso del 431. Nel 1931, in occasione del quindicesimo centenario di questo Concilio, Pio XI istituì la festa della Divina Maternità di Maria.
Introito
(Isaia 7,14)
Ecco, una Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio, che sarà chiamato Emanuele.
(Salmo 97,1)
Canto nuovo cantate al Signore poiché fatti mirabili Egli ha operato.
Epistola
(Ecclesiastico 24,23-31)
Come vite diedi frutti di soave odore, e i miei fiori danno frutti di gloria e di ricchezza. Io sono la madre del bell’amore e del timore, della scienza e della santa speranza. In me ogni grazia della via e della verità, in me ogni speranza di vita e di virtù. Venite a me, o voi tutti che mi bramate, e saziatevi dei miei frutti; perché il mio spirito è più dolce del miele, e il mio retaggio più del favo di miele. Il ricordo di me durerà nelle generazioni dei secoli. Chi mi mangia avrà ancora fame, e chi mi beve avrà ancora sete. Chi mi ascolta non sarà confuso, e chi lavora per me non peccherà; chi mi illustra avrà la vita eterna.
Graduale
(Isaia 11,1-2)
Un germoglio spunterà dalla radice di Iesse, un fiore crescerà dalla radice di lui. E su di esso si poserà lo Spirito del Signore. Alleluia, alleluia. O Vergine, madre di Dio, nel tuo seno, fattosi uomo, si rinchiuse Colui che l’universo non può contenere. Alleluia.
Vangelo
(Luca 2,43-51)
Trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole. Partì dunque con loro e tornò a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
Meditazione
1.Nell’Epistola si dice: “…il mio spirito è più dolce del miele“. E’ la Sapienza di Dio che parla in prima persona, ma la Chiesa ha giustamente visto in questi passi una prefigurazione della natura e del ruolo della Vergine Maria. Con il miele s’indica la dolcezza per eccellenza, dunque alla Madonna è dato di essere il segno vero, non solo simbolico, della dolcezza. A meno che non si hanno i gusti alterati per qualche causa patologica, la dolcezza non solo piace, ma rasserena. D’altronde è scientificamente dimostrato che il cervello ha bisogno di zuccheri.
2.Vivere, pertanto, con l’Immacolata, in stretta confidenza con Lei, chiedendo a lei che possa condurci e guidarci nel cammino della vita, vuol dire affrontare tutto con la presenza della dolcezza. Una dolcezza che farà sparire, o almeno mitigare e rendere sopportabile, qualsiasi amaro della vita.
Alla Regina dello Splendore
Madre mia, stammi accanto in tutti i momenti. Che la preghiera dell’Ave possa costituire la colonna sonora della mia vita. Che t’invochi in ogni momento. Che viva sempre nel sapore della tua incommensurabile e tenera dolcezza. Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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