Rubrica a cura di Corrado Gnerre
da Teologia perfezione cristiana. di Antonio Royo Marin, n.366
Si può stabilire il principio generale seguente: Possiamo e dobbiamo pregare non soltanto per noi stessi, ma anche per qualsiasi persona capace della gloria eterna.
E’ possibile per il dogma della comunione dei santi. La carità cristiana -e alle volte la giustizia- ce ne fa obbligo. Dunque, è certo che possiamo e dobbiamo pregare per tutte le creature capaci dell’eterna gloria, senza escludere nessuna in particolare: Pregate gli uni per gli altri perché vi salviate (Giacomo 5,16).
Bisogna pregare per tutti coloro che dobbiamo amare, quindi, per tutte le persone capaci della gloria eterna (anche per i peccatori, gli eretici, gli scomunicati, i nostri stessi nemici). Tuttavia per tutti costoro basta chiedere in generale, senza escludere positivamente nessuno.
Ordinariamente non siamo obbligati a pregare in particolare per i nostri nemici, benché sarebbe più perfetto. Siamo tuttavia obbligati a farlo, per esempio, in grave necessità spirituale del nemico, o quando egli ci chiede perdono.
(…)
Possiamo e dobbiamo pregare per le anime del purgatorio; sempre almeno per carità e molte volte per pietà (se si tratta di familiari) o per giustizia (se si trovano colà per colpa nostra).
E’ sentenza comune tra i teologi che possiamo chiedere l’aumento della gloria accidentale dei beati, non quello della gloria essenziale (visione e godimento beatifico), che è assolutamente immutabile e dipende dal grado di grazia e di carità che possiede l’anima nel momento di separarsi dal corpo.
Non è lecito pregare per i dannati, perché sono fuori dei vincoli della carità, che si fonda nella partecipazione della vita eterna. Del resto sarebbe inutile e superflua un’orazione fatta per chi non ne potrebbe beneficiare.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
Gesù , perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell’inferno, portate in cielo tutte le anime, specialmente le più BISOGNOSE della Vostra misericordia”. La Madonna nel 1917 a Fatima. IN quell’anno San Massimiliano Kolbe fonda la MIlizia dell’Immacolata e scrive nell’atto la giaculatori da recitare ogni giorno: “O Maria, concepita ….. e per quanti a te non ricorrono IN PARTICOLARE per i Massoni e quanti ti sono raccomandati”