Quanto dobbiamo inchinarci dinanzi al coraggio di una suorina!

Era nostra intenzione scrivere qualcosa sulla suorina di Napoli che ha voluto protestare dinanzi alla ripresa di un bacio omosessuale fra due attrici.

Una suora semplice, anziana, fragile nel fisico, ma che ha mostrato un coraggio ed una forza non comuni.

Una suorina che esprime quello che dovrebbe essere il vero dovere “profetico” della Chiesa: condannare l’errore e salvare le anime.

Una grande lezione per tanti uomini di Chiesa che ormai da tempo hanno deciso di tradire la loro missione, che fanno silenzio se non addirittura ammiccano dinanzi alle perversioni contemporanee.

Dicevamo: era nostra intenzione scrivere qualcosa, ma abbiamo letto questo articolo di Bruno De Cristofaro su lanuovabq.it. Un articolo che condividiamo totalmente.

Lo abbiamo ripreso perché esso dice ciò che avremmo voluto dire. 

Accade a Napoli, ai Quartieri Spagnoli: due attrici inscenano un appassionato bacio saffico in favore dell’obbiettivo. Una suora che passa, allibita dallo spettacolo, interviene e le separa protestando vivacemente. Qualcuno riprende il fatto con lo smartphone e il video in poche ore fa il giro del web tra i dileggi e gli strali dei soliti illuminati. Ma per farsi un’idea, occorre anzitutto vederlo. (QUI)

Ebbene, io non so chi sia quella piccola suora, eppure non posso che inchinarmi davanti a lei.

Mi tolgo il cappello davanti al suo senso morale, del tutto scevro dalla moderna percezione delle effusioni omosessuali pubblicamente ostentate: ha per quel bacio la stessa naturale repulsione che ne avrebbe un bambino. Forse la sua reazione non ha la compostezza del ponderato numero 2357 del Catechismo della Chiesa Cattolica ma ne esprime perfettamente tutto il significato: «Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Sono contrari alla legge naturale». E a proposito di legge naturale, la consacrata fa notare che quelle sono due ragazze… si pesa tutto il suo sconforto nel dover spiegare l’ovvio agli astanti.

Mi tolgo il cappello davanti al suo senso materno: la suora si trova davanti a due perfette sconosciute ma non esita un istante e interviene a separarle. Con lo stesso contegno con cui avrebbe redarguito due educande. Con la stessa premura con cui avrebbe richiamato due figlie. Sarà perché le ha percepite immediatamente tali, come una madre che si rispetti? Mi chiedo: quale tetragona certezza del proprio ruolo educativo, della propria vocazione materna, sta sotto quel velo bianco? Io ho visto uno straordinario femminile zelo irrobustito piuttosto che attenuato dagli anni. E prego che un giorno quelle due ragazze si accorgano di quanto siano state volute bene in quell’istante.

Mi tolgo il cappello davanti al senso metafisico della sorella. Perché nell’esclamare “È il diavolo proprio!”, dimostra di avere la stessa lucidità di San Giovanni Crisostomo nell’intus-legere ciò che sta oltre quel che vede: «Le passioni omosessuali sono sataniche […] Qualsiasi peccato tu nomini, non ne nominerai nessuno che sia uguale a questo, e se quelli che lo patiscono si accorgessero veramente di quello che sta loro accadendo, preferirebbero morire mille volte piuttosto che sottostarvi. Non c’è nulla, assolutamente nulla di più folle o dannoso di questa perversità»

Infine, chapeau al suo senso soprannaturaleLa suorina sa con l’apostolo Paolo che «la nostra battaglia non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti» (Ef 6,12), e dunque prima di lasciare quel triste crocchio, si segna col Segno della Santa Croce e invoca istintivamente la Sacra Famiglia: «Gesù, Giuseppe e Maria». I nomi davanti ai quali tutto l’inferno trema.

Io m’inchino davanti a questa suora perché ha agito con semplicità assoluta. La stessa semplicità comandata da Cristo quando con tenerezza addita ad esempio i bambini. La stessa semplicità praticata da Cristo quando con severità scaccia i mercanti e i cambiavalute dal Tempio.

Guardate quanto sia diversa da noi: nessuna esitazione, nessuna timidezza, nessuna ipocrita mediazione; per lei l’opinione del mondo non conta un fico secco. Deve fermare lo scempio.

Guardate invece le attrici che con lo sguardo e la loro risata nervosa cercano l’approvazione dei presenti: pensate che potrebbero vivere senza? Cercano d’impulso una rassicurazione nella morale comune: la tipica debolezza dei moralisti…

Guardate quanto stride il «Che fate?!» della suora (domanda di una che ha autorità) con lo «stiamo lavorando» del fotografo (risposta di uno che è sottomesso).

Quella piccola bianca suora condensa tutta la libertà e la purezza della Chiesa ancora fedele a Cristo, Mater et Magistra. È lei l’unica vera disinibita in quel vicolo insudiciato.

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5 Comments on "Quanto dobbiamo inchinarci dinanzi al coraggio di una suorina!"

  1. Sardonicamente | 19 Luglio 2022 at 17:58 | Rispondi

    Da La Stampa: ”Qualcuno ha insinuato che possa trattarsi di una trovata pubblicitaria, ma dal set fotografico ai Quartieri Spagnoli con protagoniste 2 giovani attrici di “Mare Fuori” assicurano che è tutto vero.”

    Certo, come no? Tutto vero. Ci ”assicurano” quelli del set fotografico. (Vabbè, tra qualche giorno i siti anti-bufalari si occuperanno della faccenda e sapremo la verità)

    Godiamo con mollllllllllto poco di questi tempi, eh? Maledetti sieno gli americani con le loro strategie di marketing virale.

    • Melfino Cantalamessa | 21 Luglio 2022 at 16:53 | Rispondi

      Non mi stupirei se emergesse che questa sceneggiata è stata studiata a tavolino. Miglior antagonista la suora finta, la due ragazze un po’ sciatteria. Bravo il cameraman, e mi riferisco a quello col cellulare che stranamente era lì posizionato meglio dello stesso fotografo

  2. Vincenzo Manfredi | 20 Luglio 2022 at 11:43 | Rispondi

    La cosa più incredibile è il commento del “prete” del posto, don Salvatore Giuliano…commento che sembra provenire dal fotografo più che da un prete

  3. Mirka de Cecco | 21 Luglio 2022 at 14:14 | Rispondi

    Di quale ordine monastico (si dice cosi’?) fa parte la suora?

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