SAGGEZZA POPOLARE: “Quando i pesci piangono, nessuno vede le loro lacrime” (proverbio africano)

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli.


La vita spesso scorre senza essere adeguatamente osservata.

La menzogna razionalista pretendeva e pretende affermare che esiste solo ciò che l’intelletto e il pensiero possano conoscere.

Menzogna, appunto: perché è di evidenza macroscopica che la realtà è molto, anzi troppo più grande di ciò che l’uomo può vedere, osservare ed interpretare.

C’è un fatto che attesta tutto questo e quindi demolisce qualsiasi assurdità razionalista. E’ il dolore individuale.

C’è un detto che dice che noi camminiamo e costruiamo le nostre case sui morti, ed è così perché basterebbe pensare quanti, dalla comparsa dell’uomo finora, sono morti su questa terra. Ma questo detto può facilmente essere parafrasato in questo modo: noi camminiamo e costruiamo le nostre case sulla sofferenza. Basterebbe pensare a quanto ogni vita umana sia contrassegnata dal dolore.

Non ci sono solo le lacrime manifeste, chiare, limpide, che scorrono sulle gote di chi ci sta accanto; ci sono soprattutto le lacrime nascoste, intime, profonde, che solcano dolorosamente il cuore ma che rimangono lì, velate e discrete.

E molto spesso queste lacrime si traducono esternamente in un’allegria apparente, ma dignitosa; e per molti versi anche doverosa.

Certamente nessun animale può piangere, nemmeno i pesci; ma l’immagine del proverbio è vera.

Nessuno può accorgersi delle lacrime dei pesci… così come nessuno può accorgersi davvero delle lacrime di chi ci sta accanto.


Dio è verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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