San Gregorio di Nazianzo (329-390)

Gregorio nacque in Cappadocia. Compì ad Atene studi severi contemporaneamente a San Basilio al quale fu sempre unito da una santa amicizia. Fratelli nello studio, lo furono pure nella vita monastica e nell’episcopato. San Gregorio fu dapprima vescovo di Nazianzo, poi occupò la sede patriarcale di Costantinopoli. Rinunciò alla sua carica per amore della solitudine. Ritornato a Nazianzo, si dedicò interamente alla contemplazione e alla composizione di opere teologiche. Espresse in modo tanto mirabile la teologia delle tre Persone divine così che i Greci l’hanno soprannominato “il teologo”. San Gregorio morì verso il 389. E’ uno dei quattro grandi dottori dell’Oriente. 


Introito

(Ecclesiastico 15,5 e Salmo 91,2)

Nel seno della Chiesa il Signore gli ha dischiuso la bocca, lo riempì di sapienza e d’intelligenza; lo rivestì di un manto di gloria.

E’ buona cosa rendere grazie al Signore e inneggiare al tuo nome, o Altissimo.


Lettura

(Ecclesiastico 39,6-14)

Il giusto di buon’ora indirizza il cuore verso Colui che lo ha fatto e si pone dinanzi all’Altissimo in orazione; apre la bocca nella preghiera e prega per i propri peccati. Se il Signore vuole, quegli sarà riempito dello spirito d’intelligenza; ed ecco egli fa piovere le parole della sua sapienza e questi loda il Signore nella preghiera. Egli dirige bene il suo consiglio e la scienza e questi entra nei segreti di Lui. Egli mostra la sua dottrina che erudisce, e si gloria della legge dell’alleanza del Signore. Molti loderanno il suo senno, che non sarà mai più dimenticato; non viene meno la memoria di lui e il suo nome sarà ricercato di generazione in generazione. Le genti racconteranno la sapienza di lui e l’assemblea proclamerà le sue lodi.


Vangelo

(Luca 12,35-40)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Tenete i vostri fianchi cinti e le lucerne accese; e voi siate come uomini che aspettano il loro padrone al suo ritorno dalle nozze per aprirgli subito, appena viene e picchia. Beati quei servi che il padrone, al suo arrivo, troverà desti. In verità vi dico: egli si cingerà e li farà mettere a tavola e si presenterà a servirli. E se verrà alla seconda e alla terza vigilia e troverà le cose così, beati loro! Sappiate però che se il padre di famiglia conoscesse l’ora in cui viene il ladro, non si lascerebbe forzare la casa. Tenetevi pronti anche voi, perché nell’ora che voi non supponete il Figlio dell’Uomo viene.


Meditazione

  1. L’Ecclesiastico dice che il giusto offre a Dio le prime ore del giorno.
  2. E’ questa la sapienza di tutte le sapienze. Capire, cioè, che il tempo che abbiamo non è nostro, ma un dono.
  3. Solo lo stolto o il pazzo può dire di “possedere” il tempo, perché solo lo stolto e il pazzo possono illudersi che tutto sia nelle proprie mani, che quello che si progetta di fare necessariamente dipenderà dal proprio volere.
  4. L’intelligente no. L’intelligente sa che in merito al futuro può solo progettare, proporre, ma non certo disporre.
  5. Non donare e rioffrire il proprio tempo a Dio è una grande menzogna. Infatti, quanto tempo avremmo se Dio non ce lo donasse?

Colloquio

  1. Signore e Sovrano del mio tempo, fa sì che ciò che faccio e che farò sia come Tu desideri.
  2. Fa che ti possa ringraziare per ogni attimo che mi doni.
  3. Regina dello Splendore, non voglio mai staccarmi da Te.
  4. Voglio che il mio tempo sia sempre trascorso nella tua vicinanza, nella tua guida, nel tuo conforto.
  5. Prendimi per mano e guidami.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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