Rubrica a cura di Corrado Gnerre
Da un articolo del professore Panetta pubblicato su La Bussola Mensile
Una delle affermazioni più comuni che si sentono ripetere riguardo al caso galilei è che la teoria copernicana era contrastata dalla Chiesa perché toglieva l’uomo dal centro dell’universo e questo avrebbe costituito un problema. Questa affermazione nasce dall’ignoranza della vera concezione del mondo all’epoca, cioè quella della Divina Commedia, dove il geocentrismo ci mostra la terra come il punto più basso dell’universo, un luogo per nulla privilegiato dove, in accordo con una concezione più antica del cristianesimo stesso, regna la morte e il degrado del tempo: la terra è il luogo dell’imperfezione mentre i cieli sono perfetti e immutabili. Da questo si evince che adottare la teoria copernicana avrebbe abbassato il sole al centro dell’universo ed elevato la terra al terzo cielo, cioè ad una maggiore perfezione. L’idea che una concezione antropocentrica potesse essere messa in dubbio dalla teoria copernicana è un errore di prospettiva in cui possono cadere gli uomini del XXI secolo, non quelli del XVII secolo.
Dio è verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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