A questa domanda facciamo rispondere Luigi Bertoldi che così scrive su Radici Cristiane, n.178
Nella cosiddetta Iberoamerica non vi fu alcun etnocidio, nessuna realtà culturale è stata cancellata. Si è verificato piuttosto un processo di transculturazione, durante il quale i cattolici hanno accettato e valorizzato il buono delle culture indigene, rifiutando solo quanto incompatibile col Vangelo e col diritto naturale, come il cannibalismo, la magia o i sacrifici umani. (…). E’ quanto è emerso con chiarezza dalla tavola rotonda sul tema “La prima globalizzazione a partire dal Vangelo”, svoltasi nel dicembre del 2022 presso la facoltà di Teologia dell’Università ecclesiastica San Damaso di Madrid.
Il prof.André Martinéz, docente di Storia della Chiesa presso lo stesso ateneo, non ha dubbi: non si è trattato di “conquista”, bensì di opera di “evangelizzazione” di quei territori d’Oltreoceano. Benché perplessità siano state sollevate circa la genuinità delle intenzioni di re Ferdinando II detto “il Cattolico”, mosso, secondo alcuni storici, più da motivi economici che religiosi, “sappiamo con certezza -ha dichiarato il docente- come, nella mente di Isabella la Cattolica, vi fosse un progetto sicuramente di evangelizzazione”, come si evince da quanto scritto nel suo testamento, dove riconosce pari dignità ai suoi sudditi da parte opposta del mondo, nonché dalla bolla di papa Alessandro VI, che dava ai monarchi cattolici diritto di conquista a condizione che evangelizzassero.
“C’è stato chi ha detto che l’evangelizzazione fosse solo una scusa”, ha dichiarato la professoressa Maria Saavedra, docente di Storia presso l’Università CEU San Paolo di Madrid, ma non fu così e, francamente,, si è detta anche un po’ “annoiata” da questa sorta di “leggenda nera” fugata, pur tra luci e ombre, dai buoni e positivi frutti ottenuti proprio grazie alla presenza missionaria spagnola.
Quali frutti? I numeri parlano chiaro: mille ospedali, trenta università, un numero incalcolabile di scuole e molte confraternite sono le cifre incontestabili di autentiche e concrete opere di misericordia quotidiana. Secondo la professoressa Saavedra, di fatto, “i sovrani cattolici avviarono per la prima volta nella Storia una vera politica indigenista”, riconoscendo subito agli indios lo status di sudditi della Corona di Castiglia.
(…)
“Non vi fu alcun etnocidio -ha affermato la professoressa Saavedra- in quanto le realtà culturali non sono state cancellate. Si è verificato un processo di transculturazione, durante il quale i cattolici hanno accettato e valorizzato il buono di quelle culture, rifiutando solo quanto risultasse incompatibile coll Vangelo, come il cannibalismo e la magia.” oppure i sacrifici umani. Non a caso l’America plasmata dagli spagnoli è la sola area del Continente a vantare ancora ancora oggi una popolazione a maggioranza indigena o meticcia, altro che sterminio!
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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