Cosa attende l’uomo dopo la morte? Il mondo greco-romano e il Cristianesimo hanno risposto a questa domanda in modi profondamente diversi. Per comprenderli, occorre fare una precisazione: il mondo antico non possedeva una dottrina unica sull’aldilà, bensì comprendeva tradizioni religiose e filosofiche anche molto distanti fra loro. Vediamo schematicamente le principali differenze.
1.L’esistenza dopo la morte
- Mondo greco-romano: nei racconti omerici i morti dimorano nell’Ade come ombre. La loro esistenza appare impoverita rispetto alla vita terrena. Altre tradizioni prevedono invece condizioni felici per alcuni defunti.
- Cristianesimo: la vita eterna è il compimento della vocazione dell’uomo. Per chi è salvato, essa significa una pienezza di vita nella comunione con Dio.
2. Il destino dei morti
- Mondo greco-romano: si incontrano l’Ade, i Campi Elisi e il Tartaro, con significati variabili secondo gli autori e le epoche. Alcune correnti, come quelle pitagoriche e alcuni miti platonici, ammettono anche la reincarnazione.
- Cristianesimo: l’esito definitivo è il Paradiso oppure l’Inferno. Nella dottrina cattolica, il Purgatorio è una purificazione temporanea per chi è già destinato alla salvezza. Non esiste reincarnazione.
3. Il giudizio
- Mondo greco-romano: l’idea di premi e castighi dopo la morte è presente, soprattutto nei miti e nella filosofia di Platone. Non costituisce però una dottrina uniforme di tutta la cultura antica.
- Cristianesimo: ogni persona è giudicata da Dio. La vita terrena ha un valore decisivo: la risposta alla grazia, la fede e le opere riguardano il destino eterno dell’uomo.
4. Il corpo
- Mondo greco-romano: nelle correnti platoniche, il corpo è visto come un ostacolo dal quale l’anima deve liberarsi. Questa concezione non appartiene però indistintamente a tutto il pensiero antico.
- Cristianesimo: il corpo è parte della buona creazione di Dio. La speranza cristiana comprende quindi la risurrezione dei corpi, non soltanto la sopravvivenza dell’anima.
5. La felicità eterna
- Mondo greco-romano: può essere immaginata come una dimora privilegiata, una condizione libera dal dolore oppure, sul piano filosofico, una contemplazione della verità.
- Cristianesimo: la beatitudine consiste essenzialmente nella visione di Dio e nella comunione d’amore con Lui. La felicità eterna è partecipazione alla vita divina.
6. La salvezza
- Mondo greco-romano: secondo le diverse tradizioni, assumono rilievo la virtù, la purificazione filosofica, i riti e le iniziazioni dei culti misterici.
- Cristianesimo: la salvezza viene da Gesù Cristo, morto e risorto. È un dono della grazia, che l’uomo è chiamato ad accogliere liberamente e a vivere nella fede e nella carità.
7. La storia
- Mondo greco-romano: manca una fede generalmente condivisa nella risurrezione universale e in un definitivo compimento della storia.
- Cristianesimo: la storia è orientata alla risurrezione dei morti, al giudizio universale e al rinnovamento della creazione.
Concludendo, si può affermare che, al di là delle differenze e quindi di doverosi distinguo, la concezione pagana dell’aldilà sia contrassegnata da una non-pienezza di felicità e di realizzazione, a differenza di quella cristiana laddove questa pienezza di felicità e di realizzazione ne costituisce l’elemento distintivo.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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