“Tieniti lontano da colui che non ama il pane e la voce dei bambini” (proverbio svizzero)

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli.


Il pane e la voce dei bambini. Cosa vi è di più essenziale?

Il pane rimanda al mangiare: senza pane non c’è vita.

Il vociare dei bambini rimanda alla gioia: senza l’allegria e la spensieratezza dell’infanzia, il vivere sarebbe solo le tribolazioni dell’età adulta.

Ma entrambe queste cose, il pane e l’allegria dei bambini, rimandano al mistero della vita che è la semplicità di una scelta, di un procedere, di un camminare …e di un fine.

Anzi: del Fine, che è Dio.

L’Essere più semplice che ci sia.

L’Essere che nutre e che fa vivere.

L’Essere del Pane e della Gioia.

Chi non ama tutto questo, è pericoloso!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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