“Un lupo resta un lupo, anche se non ha mangiato le tue pecore” (proverbio mongolo)

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli. 


Pensiamo, a torto, che il male per essere tale debba necessariamente fare qualcosa.

Cioè debba in un certo qual modo produrre degli effetti.

In realtà la pericolosità del male sta appunto fondamentalmente in questo. E’ innegabile.

Ma davvero solo in questo?

Come il bene è bene di suo, anche il male è male di suo.

Certo, c’è una differenza incommensurabile tra il bene e il male.

Il bene esiste dall’eternità e s’identifica con Dio, il male è invece privazione di bene, cioè scaturisce da un uso distorto e sbagliato della libertà da parte delle creature ragionevoli (angelo o uomo) che decidono di allontanarsi dal bene; e, proprio perché se ne allontanano, generano il male.

Dunque, anche se il male dovesse non generare immediatamente degli effetti, va comunque riconosciuto, condannato e combattuto.

Solo perché c’è.

Solo perché pretende di mettere in discussione l’unica vera, perfetta ed eterna realtà: il Bene. Dio!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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