Feria Sesta della Seconda Domenica di Quaresima

Introito

(Salmo 16,15 e 1)

Nella giustizia contemplerò il tuo volto, appena desto mi sazierò delle tue sembianze. Presta ascolto, o Signore, alla giusta causa; porgi orecchio alla mia preghiera.


Lettura

(Genesi 37,6-22)

In quei giorni Giuseppe disse ai suoi fratelli: «Ascoltate questo sogno che ho fatto. Noi stavamo legando covoni in mezzo alla campagna, quand’ecco il mio covone si alzò e restò diritto e i vostri covoni vennero intorno e si prostrarono davanti al mio». Gli dissero i suoi fratelli: «Vorrai forse regnare su di noi o ci vorrai dominare?». Lo odiarono ancora di più a causa dei suoi sogni e delle sue parole. Egli fece ancora un altro sogno e lo narrò al padre e ai fratelli e disse: «Ho fatto ancora un sogno, sentite: il sole, la luna e undici stelle si prostravano davanti a me». Lo narrò dunque al padre e ai fratelli e il padre lo rimproverò e gli disse: «Che sogno è questo che hai fatto! Dovremo forse venire io e tua madre e i tuoi fratelli a prostrarci fino a terra davanti a te?». I suoi fratelli perciò erano invidiosi di lui, ma suo padre tenne in mente la cosa. I suoi fratelli andarono a pascolare il gregge del loro padre a Sichem. Israele disse a Giuseppe: «Sai che i tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem? Vieni, ti voglio mandare da loro». Gli rispose: «Eccomi!». Gli disse: «Và a vedere come stanno i tuoi fratelli e come sta il bestiame, poi torna a riferirmi». Lo fece dunque partire dalla valle di Ebron ed egli arrivò a Sichem. Mentr’egli andava errando per la campagna, lo trovò un uomo, che gli domandò: «Che cerchi?». Rispose: «Cerco i miei fratelli. Indicami dove si trovano a pascolare». Quell’uomo disse: «Hanno tolto le tende di qui, infatti li ho sentiti dire: Andiamo a Dotan». Allora Giuseppe andò in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan. Essi lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono di farlo morire. Si dissero l’un l’altro: «Ecco, il sognatore arriva! Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in qualche cisterna! Poi diremo: Una bestia feroce l’ha divorato! Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!». Ma Ruben sentì e volle salvarlo dalle loro mani, dicendo: «Non togliamogli la vita». Poi disse loro: «Non versate il sangue, gettatelo in questa cisterna che è nel deserto, ma non colpitelo con la vostra mano»; egli intendeva salvarlo dalle loro mani e ricondurlo a suo padre.


Graduale

(Salmo 119,1-2)

Nella mia angoscia ho invocato il Signore, ed Egli mi ha risposto. Libera, o Signore, l’anima mia, da un labbro di menzogna, da una lingua d’inganno.

(Salmo 102,10)

Non trattarci, Signore, secondo i nostri errori non punirci secondo le nostre colpe.

(Salmo 78,8-9)

Non ricordarti con noi delle colpe antiche: presto ci venga incontro il tuo affetto, perché siamo molto deboli (ci si genuflette). Aiutaci, o Dio della salvezza; e per la gloria del tuo nome, liberaci, Signore, e perdona i nostri errori per amore del tuo nome.


Vangelo

(Matteo 21,33-46)

Gesù disse: «C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono. Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?». Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà». Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.


Meditazione

1.Il Vangelo riporta il brano scritturistico che dice: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo.

2.Che terribile e irrisolvibile fallimento sarebbe quello di constatare di aver costruito il fabbricato della propria vita privandosi della pietra veramente salda.

3.Quando saremo davanti al Signore per essere giudicati, capiremo davvero come abbiamo costruito il fabbricato della nostra vita.

4.Quella famosa “pietra” l’abbiamo utilizzata oppure l’abbiamo scartata? Forse l’abbiamo scartata per pigrizia. Forse l’abbiamo scartata perché troppo “pesante”. Forse l’abbiamo scartata perché troppo “ingombrante”. Forse l’abbiamo scartata perché non piaceva al mondo. Eppure serviva. Eppure era necessaria.


Alla Regina dello Splendore

Madre, fa che nel costruire la mia vita non scarti mai la pietra fondamentale che è il tuo Divin Figlio.

Ci vuole forza per sceglierla? Me la darai Tu.

Ci vuole costanza per sceglierla? Me la donerai Tu.

Ci vuole coraggio per sceglierla? Me la darai Tu.

Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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