MESSA DEL GIORNO (con meditazione) – Venerdì delle Quattro Tempora di Quaresima

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Lettura e Vangelo mostrano che la misericordia divina è sempre accessibile. Qualsiasi colpa possiamo aver commesso e per quanto radicati nel peccato, Dio è pronto a perdonarci purché ci pentiamo. Già l’assicurava Ezechiele. Gesù lo manifesta a sua volta, con un miracolo di bontà condiscendente, il cui senso simbolico non sfugge ad alcuno: Egli stesso supplisce all’impotenza del paralitico che implora la guarigione.


Introito

(Salmo 24,17-18 e 1-2)

O Signore, liberami dalle mie angosce! Guarda la mia miseria e il mio affanno e perdona tutti i miei peccati.

A Te, o Signore, innalzo la mia anima; in Te ripongo la mia fiducia, o mio Dio. Fa’ che non debba arrossire.


Epistola

(Ezechiele 18,20-28)

Colui che ha peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta l’iniquità del padre, né il padre l’iniquità del figlio. Al giusto sarà accreditata la sua giustizia e al malvagio la sua malvagità. Ma se il malvagio si ritrae da tutti i peccati che ha commessi e osserva tutti i miei decreti e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticata. Forse che io ho piacere della morte del malvagio – dice il Signore Dio – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva? Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette l’iniquità e agisce secondo tutti gli abomini che l’empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà. Voi dite: Non è retto il modo di agire del Signore. Ascolta dunque, popolo d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia per commettere l’iniquità e a causa di questa muore, egli muore appunto per l’iniquità che ha commessa. E se l’ingiusto desiste dall’ingiustizia che ha commessa e agisce con giustizia e rettitudine, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà.


Graduale 

(Salmo 85,2; 85,6)

Salva, o Signore, il tuo servo, che in te confida. Ascolta, o Signore, la mia preghiera.

Tractus 

(Salmo 102,10)

Non trattarci, Signore, secondo i nostri errori, non punirci secondo le nostre colpe.

(Salmo 78,8-9)

Non ricordarti con noi delle colpe antiche: presto ci venga incontro il tuo affetto, perché siamo molto deboli. (Ci si genuflette) Aiutaci, o Dio della salvezza, e per la gloria del tuo nome, liberaci, Signore, e perdona i nostri errori per amore del tuo nome.


Vangelo

(Giovanni 5,1-15)

 Vi fu poi una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. V’è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico Betzaetà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo ad entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto. Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù vedendolo disteso e, sapendo che da molto tempo stava così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualcun altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». E sull’istante quell’uomo guarì e, preso il suo lettuccio, cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo guarito: «È sabato e non ti è lecito prendere su il tuo lettuccio». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina». Gli chiesero allora: «Chi è stato a dirti: Prendi il tuo lettuccio e cammina?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, essendoci folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e disse ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo.


Meditazione

  1. Il Vangelo racconta che Gesù guarisce un paralitico che da tempo attendeva presso una piscina ma non riusciva a scendere nell’acqua per primo allorquando un angelo agitava le acque. Si trattava di una strana credenza.
  2. Gesù, compatisce la difficoltà di quel povero paralitico, e lo guarisce direttamente, senza la necessità di ottemperare a questa credenza.
  3. Si tratta di un’immagine che può essere presa per capire cosa è davvero accaduto con l’Incarnazione.
  4. Con l’avvento del Cristianesimo, il divino non è più mediato ma si palesa direttamente accanto all’uomo.
  5. Dio non sta solamente è , è anche qui!

Alla Regina dello Splendore

  1. Madre, Tu mi sei accanto; e proprio perché mi sei accanto, mi è accanto anche il tuo Divin Figlio.
  2. Camminando con Te, cammino con Gesù.
  3. Legandomi a Te con il Rosario, mi lego a Gesù.
  4. Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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