1.Una caratteristica del progressismo è certamente lo sganciamento dalla realtà. La realtà, infatti, riconduce sempre all’accettazione dell’ordine naturale e quindi all’inevitabile riconoscimento dello stato di dipendenza dell’uomo. Accettando la realtà, si deve anche accettare il limite che è costitutivo all’esistere umano.
2.Di esempi fatti di pietra per capire questa caratteristica della modernità se ne potrebbero fare tanti. Uno è certamente il Palazzo Ducale di Urbino. Questa costruzione ha infatti una caratteristica significativa. La sua architettura è più bella e curata all’interno che non all’esterno. E’ un concreto segno di un passaggio fondamentale della storia. Dall’apertura al reale alla chiusura in una dimensione intimistica. Un itinerario che segnò gradualmente il passaggio dal medioevo al periodo umanistico-rinascimentale.
3.Insomma, dal realismo filosofico (la verità è nell’adeguamento del soggetto all’oggetto) ad una sorta di razionalismo soggettivista (è l’oggetto che deve adeguarsi al soggetto). Questo passaggio porterà molto tempo dopo all’ingegneria sociale che si sentirà autorizzata a creare nuovi modelli sociali a seconda dell’ideologia partorita liberamente da un pensiero astratto e non più agganciato all’ordine naturale delle cose.
4.Il vero non è più nelle cose, ma nella mente. Anzi, il vero potrà essere nella mente solo di chi saprà filtrare intellettualmente il reale. Successivamente nasceranno i club illuministici; circoli di pura “ginnastica” intellettuale, che saranno decisivi per la trasformazione della politica moderna.
Dio è Verità, Bontà e bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

E’ la scienza a confermare che l’oggetto è prodotto dal soggetto, anzi di per sé potrebbe non esistere o esiste in forma completamente diversa.
Se scrive queste cose fa solo brutta figura: non siamo più nel XIII secolo.