Il Catechismo di san Pio X commentato per voi (n.97)

Rubrica a cura di Pierfrancesco Nardini

Domanda: Ci sono due giudizi?
Risposta: Ci sono due giudizi: l’uno particolare, di ciascun’anima, subito dopo la morte; l’altro universale, di tutti gli uomini, alla fine del mondo.


Come detto nel precedente commento, l’esistenza di un giudizio particolare immediatamente dopo la morte è attestato da Cristo stesso ed è anche conveniente e verosimile.

Si possono portare anche altri esempi scritturistici, oltre alla parabola citata nel precedente numero: sempre Nostro Signore dice ad uno dei due ladroni “oggi stesso sarai con me in Paradiso” (Lc 23, 43) e questo presuppone che ci sarebbe stata una sentenza definitiva alla morte del ladrone. La perfezione della Giustizia divina non avrebbe permesso uno stato di incertezza.

Soprattutto, Nostro Signore ha spiegato l’esistenza del giudizio particolare anche nella parabola dei talenti (Mt 25, 14-30), in cui vi è l’immediato premio o punizione del padrone.

Questo passo, tra l’altro, continua proprio con la spiegazione dell’altro giudizio, quello universale (Mt 25, 31-46).

Anche San Paolo parla della morte come il passaggio all’immediata beatitudine in unione con Cristo.

Il giudizio particolare è, tra l’altro, il presupposto necessario del dogma che le anime, subito dopo la morte, appena staccatesi dal corpo, vanno immediatamente in Paradiso, Purgatorio o Inferno (v. Conc. di Lione, Conc. di Firenze): “chi è perfettamente puro subito dopo morte è in cielo, vede la divina essenza con visione intuitiva, e così è veramente beato. Invece le anime di coloro che muoiono in peccato mortale, subito dopo la morte discendono all’inferno” (Benedetto XII, Benedictus Deus, 1336; si veda anche Eugenio IV, Decr. pro Grecis).
Anche molti Padri continuano l’insegnamento del giudizio particolare, come ad esempio S. Agostino (De anima et eius origine, II, 4, 8) e S. Giovanni Crisostomo (In Matth., hom. 14, 4).

In un precedente commento si era scritto che anche la seconda venuta di Cristo è di fede, così come lo è il Giudizio Universale. Di questo, infatti, parla proprio Nostro Signore (Mt 25, 31-46). Il fedele ne professa la fede nel Credo.

Non se ne possono conoscere né il tempo né il luogo. Come insegnato da Gesù, non è nostro diritto sapere quando arriverà (Mc 13, 32).

Quanto al luogo, anche alcuni indicati nella S. Scrittura sono da intendere solo simbolici. Sappiamo però di certo quel che accadrà, perché raccontato da Gesù.

Il Giudizio Universale non può esser preso come dimostrazione dell’inesistenza di quello particolare, come se ci fossero due giudizi (non avrebbero senso ed inevitabilmente sarebbe l’ultimo ad esser valido e unico).

Il Giudizio Universale, infatti, ha una funzione diversa da quello particolare. Il secondo, come detto, stabilisce, accerta la sorte eterna di ogni anima ed è inappellabile e definitivo. Il primo, invece, non è una sorta di secondo grado di giudizio, ma ha una funzione di manifestazione pubblica e totale della Giustizia divina. Serve per far sapere a tutte le genti la verità sulla sorte di ognuno, al di là del giudizio terreno e umano.

È, dunque, “necessario per ristabilire la giustizia divina e farla trionfare davanti agli occhi di tutti gli uomini; per premiare pubblicamente i buoni, che su questa terra sono spesso conculcati, oppressi, derisi; punire i cattivi, che sulla terra spesso trionfano e sembrano la negazione vivente della provvidenza e della divina giustizia; per glorificare Cristo e i suoi eletti e sconfiggere definitivamente il demonio e i suoi seguaci, che ora dominano il mondo” (Dragone).

Quello particolare, insomma, è il giudizio privato di ogni anima, quello della sentenza, mentre l’Universale è il giudizio pubblico, che conferma solamente, davanti a tutti, la destinazione eterna di ognuno. Lo scopo di questo giudizio pubblico è quello di rendere giustizia in primis alla perfettissima Giustizia di Dio, che verrà definitivamente riconosciuta, ed anche quello di smascherare gli inganni del demonio che, sulla terra, mischia le carte e fa sembrare degni di onori e gloria chi non vive secondo la Legge divina, o vive proprio in suo contrasto.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

CONDIVIDI

Be the first to comment on "Il Catechismo di san Pio X commentato per voi (n.97)"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*