APOLOGETICA CON I PROVERBI: “Perché tagliare ciò che si può slegare?” (proverbio polacco)

Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli. 


1.C’è una bella espressione di san Francesco di Sales che dice che quando si ha il cuore “caldo”, cioè ci si sente frementi di agitazione, bisogna tenere serrata la bocca. In realtà si tratta di una massima di buona Teologia Spirituale. Bisogna, infatti, sempre esercitare la pazienza e il controllo di sé. E, anche quando si è costretti a rimproverare o perfino alzare il tono della voce, lo si deve fare mai mostrando agitazione, ma sempre facendo capire che ciò che s’impone è per il Bene. Se poi questo in quel momento non fosse possibile, allora bisognerà attendere che passi la burrasca per utilizzare il metodo opportuno. C’è infatti un altro detto importante della Teologia Spirituale che dice che il superiore più che comandare deve pregare.

2.Ovviamente ciò non vuol dire che non si debbano mai imporre le proprie disposizioni, tutt’altro. Guai se non lo si facesse, l’autorità verrebbe meno al suo compito. Vuol dire piuttosto che il superiore non deve mai fidarsi e fondarsi solo sulle proprie forze e -appunto- sulla propria autorità. Deve invece invocare e fondare il suo carisma sulla forza di Dio e quindi sulla sua grazia. Un esempio: il santo Re di Francia, Luigi IX, patrono del Terzo Ordine Francescano, trascorreva molto tempo in cappella per pregare. Alcuni suoi collaboratori storcevano il naso e pensavano che ciò fosse una perdita di tempo… risultato?..la Francia non è stata mai meglio governata come sotto il regno di san Luigi IX. Lo ha confermato anche un illustre medievista francese, peraltro di estrazione laica, qual è stato Jacques Le Goff.

3.Il proverbio polacco dice che più che tagliare, bisogna slegare. O meglio: quando si può slegare, perché pretendere di tagliare? Insomma, quando c’è un contenzioso, una discussione serrata con il proprio prossimo, non ci è lecito tagliare qualsiasi rapporto, bensì dobbiamo far di tutto perché si sleghi la matassa dell’imbroglio.

4.Se si avesse una collana preziosa, ma aggrovigliata, sarebbe da sciocchi tagliare tutto, piuttosto che con pazienza eliminare il nodo. Questo è un dovere del cristiano. Poi -è evidente- che se dall’altra parte non ci fosse volontà a recuperare un dialogo, si sarebbe esenti da qualsiasi responsabilità.

5.La vita del cristiano oltre che milizia deve essere anche arte e bellezza di seguire il mite e divino Maestro.

6.Slegare vuol dire tornare all’armonia. Tagliare è invece solo la dissoluzione della distruzione.

7.D’altronde, mentre Satana vuole distruggere tutto, il Signore è venuto non a distruggere la Realtà e la Storia aggrovigliatesi dopo il peccato originale, ma a slegarle per orientarle verso il definitivo trionfo del Bene.


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