di Pierfrancesco Nardini
Spesso si può essere accusati di essere “troppo onesti” in determinate situazioni (lavorative e non).
La cosa, se all’inizio faceva sorridere, a lungo andare ha creato anche un po’ di fastidio, ma soprattutto di curiosità.
Sì, curiosità: di capire come il cercare di aderire ad una virtù (in senso umano, non teologale) potesse essere “troppo”.
La prima domanda, infatti, che istintivamente veniva e viene fuori è proprio “come può essere troppa l’onestà?” O si è onesti o non lo si è. Risposta: “sei eccessivo”, “sei troppo rigido”, ecc… Si noti, tutte cose dette generalmente a chi è un cattolico della Tradizione.
Allora ci si pone la domanda anche qui: si può essere troppo onesti?
A rigor di logica non sembra possa esserci un “troppo”. Si è troppo onesti se si bada anche ai centesimi che ci danno in più per errore (e ancor più se son molto più di centesimi) o se si chiede solo il giusto compenso e non di più o, ancora, se si dice tutta la verità, anche se è per noi controproducente?
I Santi son stati troppo santi, troppo devoti alla Legge di Dio e alla Sua gloria?
I campioni dello sport, oggi tanto osannati, sono stati troppo attenti ad allenarsi, alla dieta, a provare e riprovare finché non riuscivano nelle loro prove?
No, ovvio. Non può esserci un troppo nel cercare di aderire in toto alla nostra coscienza.
L’uomo deve sforzarsi di vivere nel modo migliore possibile, quindi cercando di arrivare più vicino possibile a quella perfezione che Cristo impersona.
Per farlo si deve pensare a far meglio possibile le cose, non che ci possa essere un limite in cui è “troppo bene”.
Ci sono alcuni che direbbero alla Vergine che è stata troppo umile, troppo caritatevole, troppo compassionevole sotto la Croce…
Soprattutto, si deve sempre ribadirlo, non si può far nulla senza “Colui che mi dà la forza” (Fil 4, 13).
S’intende che per poter riuscire in questo intento si deve sempre seguire Cristo che consigliava quel che laicamente vien chiamata la regola aurea nei rapporti interpersonali: “tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7, 12).
Allora, tutti coloro che fanno così, applicano semplicemente quello che Cristo ha indicato come regola fondamentale nei rapporti con gli altri. Chi non vuole che gli altri con noi siano il massimo dell’onestà, dell’educazione, della sincerità, ecc…? Anche gli altri quindi lo vogliono da noi.
Anche in questo caso, è necessario seguire la Parola di Dio, unica vera Via, e per farlo, si insiste a costo della noia, ci si deve formare e approfondire sempre più la dottrina che da Essa scaturisce. Anche qui senza temere il “troppo”.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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