Prendiamo in considerazione le obiezioni più comuni che vengono poste ai teisti, cioè a coloro che credono nell’esistenza di un Dio unico e personale. Ne abbiamo individuato tre.
- Prima obiezione: Dio non esiste perché non si può spiegare la sua esistenza. Infatti: Dio chi l’ha creato? Si ascolta: ma se tutto ha bisogno di una causa per esistere, allora Dio chi l’ha creato? Chi è la “causa” di Dio? Tale obiezione è facilmente confutabile. Ciò che è limitato ha bisogno di una causa, ciò che è assoluto no. Dio è assoluto, basta a se stesso, è autosufficiente. Se Dio non fosse assoluto, non sarebbe più Dio. Dio è il locomotore non un vagone del treno. Qualcuno dice anche: ma come fa Dio ad esistere? Certamente a questa domanda non vi è risposta. Attenzione però: il fatto che non si possa rispondere a questa domanda, non impedisce di rispondere alla domanda se Dio esista o meno. Sono due cose diverse. Si può anche non sapere perché Mario Rossi ieri era a Roma, ma ciò non impedisce di sapere con sicurezza che ieri stesse a Roma. Insomma, l’impossibilità di poter sapere perché fosse a Roma non impedisce di sapere che lo fosse. Sono due cose diverse. Così per Dio: l’impossibilità di sapere come fa Dio ad esistere non impedisce di sapere che esiste.
- Seconda obiezione: se Dio esiste perché la natura è ordinata e finalizzata, allora come la mettiamo con il male presente nella natura che nega il finalismo della natura stessa? In realtà questa obiezione costituisce una sorta di boomerang per chi la volesse utilizzare. L’esistenza del male non solo non pregiudica il finalismo ma lo attesta. Ragioniamo. Se si riconosce il male come male è proprio perché c’è il finalismo. Il male, senza il finalismo, non sarebbe più riconoscibile come male.
- Terza obiezione: Dio non esiste, perché l’universo non ha senso: esso è inutilmente immenso, malgrado, forse, ci siamo solo noi. Anche questa obiezione è facilmente confutabile. Don Dolindo Ruotolo, nel suo Commento alla Genesi, scrive: Alcuni si stupiscono che Dio abbia potuto creare tanti innumerevoli corpi celesti ‘per la terra’ che è uno dei più piccoli pianeti (…). Del resto Egli non lavora di più a formare gli elettroni di un atomo di quello che lavori a formare gli astri. Innanzi a Dio è ‘immensamente piccolo’ il cielo con i suoi corpi colossali, come è ugualmente importante l’atomo con le sue particelle imponderabili. Dio solo è grande, e innanzi a Lui tutte le cose sono un nulla (…). Egli ha voluto dirci, nell’armonia dei cieli, l’idea più accessibile a noi della sua onnipotenza, della sua sapienza e del suo amore. Inoltre, l’immensità dell’universo ha un valore pedagogico notevole: se l’universo è così grande, quanto più grande deve essere Colui che l’ha creato. Dice il Libro della Sapienza (13,4-5): Se, stupiti per la loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro Signore, perché li ha creati lo stesso autore della bellezza. Se sono colpiti dalla loro potenza e attività, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l’autore.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

La prima obiezione è confutabiile anche ipotizzando che tutta la realtà, e quindi noi stessi, non abbiamo una esistenza separata e distinta da Dio, cioè, di fatto, esiste solo Dio,anche se Dio non si identifica con l’Universo, come erroneamente ritiene il panteismo. Tutto ciò è ciò che si definisce panenteismo. Del resto anche San Tommaso affermava che Dio e il mondo non vanno concepiti come due oggetti separati, come se tra loro ci fosse uno spazio,e anche Sant’Agostino affermava che “Dio è più dentro di me del mio intimo e più sopra di me della mia sommità”. Oggi la stessa fisica moderna- confermando le dottrine indiane- ci dice che gli oggetti separati e distinti sono convenzioni usate per rappresentare una realtà che a livello quantistico non ha alcuna separazione (la famosa Danza di Shiva…).