MESSA DEL GIORNO: Santo Stefano di Ungheria, Re e Confessore (975-1038)

Di nobilissima famiglia, santo Stefano ricevette da bambino una profonda educazione cristiana. Consacrato re d’Ungheria nella notte di Natale dell’anno mille con il titolo di “re apostolico”, organizzò non solo la vita politica del suo popolo, riunendo le 39 contee in unico regno, ma anche quella religiosa gettando le fondamenta di una solida cultura cristiana. Egli divise il territorio in diocesi, eresse chiese e monasteri, fra cui quello famoso di San Martino di Pannonhalma, ed appoggiò il clero servendosi come collaboratori alcuni Benedettini di Cluny. Sposò una principessa, la beata Gisella di Baviera. Ella lo sostenne nella sua opera e alla sua morte si rinchiuse nel monastero benedettino di Passau. Anche il loro figlio Emerico è venerato come Santo. Il segreto per cui santo Stefano ottenne la radicale trasformazione del suo popolo fu il compiere la sua vocazione tra le braccia di Maria. Nel 1083 il pontefice San Gregorio VII sancì la elevatio corporis di tutti coloro che convertirono la Pannonnia al Cristianesimo, primo fra tutti il re Stefano. Il Beato Innocenzo XI promulgò la sua canonizzazione il 28 novembre 1686.


Introito

(Salmo 36,30-31)

La bocca del giusto pronuncia parole di saggezza, la sua lingua parla con rettitudine, ha nel cuore la legge del suo Dio.

(Salmo 36,1)

Non invidiare i malvagi e non essere geloso degli operatori di iniquità.


Colletta

Concedi alla tua Chiesa, o Dio onnipotente, di avere glorioso protettore in cielo il tuo beato Confessore Stefano, che fu tuo propagatore mentre regnava in terra.


 

Epistola

(Ecclesiastico 31,8-11)

Beato l’uomo che è trovato senza macchia, che non è andato dietro all’oro, e non ha sperato nel denaro e nei tesori. Chi è costui e gli daremo lode? Poiché certo ha fatto meraviglie nella sua vita. Costui, che fu provato con l’oro e rimase incorrotto, sicché ridonda a sua gloria? Costui, che poteva peccare e non peccò, fare del male e non lo fece? Per questo i suoi beni sono resi stabili nel Signore, e le sue lodi celebrate in pubblica riunione.


Graduale

(Salmo 91,13; 91,14)

Il giusto fiorisce come palma; cresce come cedro del Libano nella casa del Signore.

(Salmo 91,3)

E’ bello, o Dio, celebrare la tua misericordia al mattino, e la tua fedeltà nella notte. Alleluia, alleluia.

(Giacomo 1,12)

Beato l’uomo che supera la prova; perché dopo essere stato provato, avrà la corona di vita. Alleluia.


Vangelo

(Luca 19,12-26)

Gesù disse: “Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare. Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: ‘Impiegatele fino al mio ritorno’. Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un’ambasceria a dire: ‘Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi’. Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: ‘Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine’. Gli disse: ‘Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città’. Poi si presentò il secondo e disse: ‘La tua mina, signore, ha fruttato altre cinque mine’. Anche a questo disse: ‘Anche tu sarai a capo di cinque città’. Venne poi anche l’altro e disse: ‘Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto; avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito, mieti quello che non hai seminato’. Gli rispose: ‘Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi’. Disse poi ai presenti: ‘Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci’. Gli risposero: ‘Signore, ha già dieci mine!’ Vi dico: ‘A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha’.”


Meditazione

1.A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Dice Gesù nel Vangelo. Sembra un’ingiustizia, ma non è. Anzi. Gesù vuole dirci che bisogna avere fede e costruire la propria vita sull’affidamento a Dio.

2.Possono esserci cose non facilmente comprensibili, per esempio quando Dio permette una prova dolorosa; ebbene, in questi casi non bisogna pretendere prima di capire per poi affidarsi, bisogna prima affidarsi e poi si capirà. Se invece si pretende dire al Signore: ‘Voglio prima capire e poi ti accetterò’, allora si perderà anche quel poco che si ha.


Alla Regina dello Splendore

Madre mia, io ho poco. La mia fede è debole e vacilla. Aiutami e sorreggimi. Nella tua mano e sotto il tuo manto voglio percorrere il sentiero della mia vita. Solo così, quel poco che possiedo potrà divenire bellezza e abbondanza. Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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