L’Intelligenza artificiale potrà avere una coscienza come l’uomo?

A questa domanda facciamo rispondere il professore Federico Faggin, colui che viene considerato il padre dell’Intelligenza Artificiale (AI). Questi, in un video prodotto da Parole di Management. Quotidiano di cultura d’impresa, così ha detto


Alcuni affermano che in futuro il computer potrà essere cosciente. Si afferma questo perché oggi molti credono che la coscienza possa scaturire da un sistema informatico sufficientemente complesso. Questo però non è vero perché la coscienza è un fenomeno non algoritmico. Cioè non dipende dall’algoritmo di un computer, non è un fenomeno d’informazione. E’ piuttosto un fenomeno che va oltre l’informazione. La coscienza ha a che fare con il significato dell’informazione. E’ la capacità che noi abbiamo di catturare il significato dei simboli che sono le parole, i gesti che compiamo, la musica che ascoltiamo, i sentimenti che nutriamo… La coscienza è capace di trasformare simboli in significato; e il significato è un fenomeno puramente quantistico, non ha nulla a che fare con quello che fanno le macchine. L’informazione quantistica è incommensurabile con l’informazione classica. Il fatto che l’AI potesse superare l’uomo lo si diceva già negli anni ’50 e, dopo 70 anni. le cose sono come sono. Chi vende l’AI come qualcosa di superiore all’uomo o che potrà essere superiore all’uomo, inganna.


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