2.Certo, le domande giuste e peculiari della modernità ci sono, ma riguardano problemi che ha posto e ha causato la modernità stessa, tanto è vero che essa ha dovuto necessariamente attingere a ciò che l’ha preceduta. Pensiamo –per esempio– a quelle encicliche sociali che hanno cercato di rispondere ai guasti di un certo tipo di industrialismo e liberismo. Dunque, cosa significa che la modernità ha posto domande giuste dando però risposte sbagliate? Lo ripetiamo: le cosiddette domande che ha posto la modernità sono domande perennemente presenti nell’ordine naturale che solo (o se si vuole: soprattutto) il Cristianesimo può adeguatamente promuovere grazie al suo non conflittuale ma armonico rapporto con la ragione e con la legge naturale.
3.Affermare questo non significa passatismo né rinuncia al valore del progresso. Il vero progresso è acquisizione di esperienza, è utile uso della storia; guarda caso il contrario della modernità che ha fatto della storia non un mezzo ma un fine: si pensi allo storicismo, non a caso corrente filosofica determinante nella modernità.
4.Prendere le distanze dalla modernità non vuol dire avversare qualsiasi sano sviluppo né tantomeno credere ingenuamente che l’uomo non sia collocato nel divenire storico, piuttosto tener presente che la storia è anche applicazione di una mentalità all’azione umana e che ogni epoca va valutata per questo giudizio di fondo. Il giudizio di fondo della modernità è sì la promozione dell’uomo, ma volendo trasformare l’antropocentrismo teocentrico del medioevo in un antropocentrismo radicale; e lo sviluppo del pensiero scientifico–tecnologico in una deriva tecnocratica della stessa. Tutto questo per due motivi che non possono essere trascurati nello studio della modernità: la dimenticanza della creaturalità dell’uomo e la negazione del peccato originale.
5.Uno spunto magisteriale. Pio XI definì il socialismo intrinsecamente perverso per far capire come le dottrine socialiste non possono essere separate da un immanentismo di fondo, dando così un colpo notevole a chi –alla Maritain– voleva considerare il socialismo come una sorta di “eresia cristiana”: tolto l’ateismo, potrebbe essere recuperato. Lo stesso va fatto per la modernità. Lo studio della sua essenza ne palesa l’intrinseco errore e ne impedisce qualsiasi recupero. Altra cosa è il valore del progresso.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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