Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli.
Il proverbio turco L’uomo è lo specchio degli uomini ha ovviamente (altrimenti non sarebbe un proverbio) un uso popolare. Il cui significato dovrebbe essere questo: per quanto gli uomini siano o appaiano diversi, alla fine sempre uomini sono, cioè hanno sempre un bagaglio di difetti, una natura limitata, cadono spesso in errore, ecc.ecc… Si tratta di un significato che ha una sua verità incontestabile. L’uomo infallibile, autosufficiente e assoluto non esiste, crederlo sarebbe una follia.
Apologeticamente, però, senza forzare più del dovuto, potremmo estendere la saggezza di questo proverbio ad un campo, più filosofico e, perfino, teologico. Nel XX secolo, in filosofia, si è diffusa una corrente chiamata esistenzialismo. Si chiama così perché l’attenzione si rivolge all’esistenza, intesa come esperienza individuale, piuttosto che all’essenza, intesa come natura universale. Semplifichiamo: Mario Rossi è ovviamente Mario Rossi con la sua esperienza di vita, con i suoi caratteri individuali, scaturiti anche da situazioni che ha vissuto e che sta vivendo, ma Mario Rossi è prima di tutto un essere umano, cioè ha una natura umana che lo accomuna ad altri uomini: Giovanni Bianchi, Sergio Verdi, ecc.ecc. L’esistenzialismo, concentrandosi solo ed esclusivamente sull’esistenza individuale, finisce con il negare gli assoluti morali, ovvero che esiste un bene oggettivamente inteso e anche un male oggettivamente inteso. Pertanto, Mario Rossi non potrà mai essere giudicato partendo da una legge morale universale sui suoi comportamenti perché essi saranno sempre l’effetto di situazioni e vissuti individuali decisivi.
Insomma, dimenticando volutamente l’essenza, in questo caso l’universale natura umana, non si può più dire che Mario Rossi, al di là delle sue specificità che potranno anche costituire delle attenuanti, sia tenuto a rispettare una legge morale che vale per lui, per Giovanni Bianchi, per Sergio Verdi, cioè per tutti gli uomini. Capite bene che una questione come questa ha ripercussioni nefaste sulla filosofia, ma anche sulla teologia morale. E, invece, il buon senso ci dice…che l’uomo è sempre lo specchio degli uomini. Ovvero la natura umana è sempre l’essenza di ogni, individuale, uomo.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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